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Certificati on line: la funzione è bloccata. Il ministero: tutto risolto. Ricerca Federsanità sulla Sanità digitale in Italia: siamo ancora all’anno zero

Sindacato

E aggiungono anche che il Pin verrà rilasciato dalla Sogei, ma attraverso le Aziende Sanitarie che avranno appunto il compito di esaudire le richieste dei medici.''Il vero problema è organizzativo. Il nostro Paese non è ancora pronto per salti nel buio nell'informatica. Gli organismi nazionali non sono ancora in grado di attuare riforme impossibili''. Ne è convinto Angelo Testa, presidente dello Snami (Sindacato nazionale autonomo medici italiani). ''Continua il balletto del sì e del no sulle certificazioni on line - aggiunge Pasquale Orlando, segretario organizzativo nazionale -. E' il solito problema dei soliti decreti milleproroghe all'italiana. Doveva partire il 4 aprile la certificazione on line, ma poi si sono accorti che non era possibile, ed allora via con le milleproroghe di costume nazionale''. Il vero problema, conclude Testa, ''è l'ulteriore carico burocratico e di responsabilità non pertinenti da affidare al medico certificatore, senza dimenticare la questione del riconoscimento economico se, malauguratamente, gli appelli dello Snami passassero inascoltati''. Per protestare contro la normativa sui certificati online e il contratto medico, lo Snami ha organizzato per mercoledì 14 aprile una protesta a Roma. Intanto la Fnomceo sta continuando il suo lavoro di concertazione con il ministero dell'Innovazione e della Salute perché ci sono vari aspetti da definire, non ultimo quello delle deroghe appunto, visto che la modalità online non può essere utilizzata sempre e ovunque come indica la legge, come ad esempio la stampa del certificato al di fuori dello studio. Intanto la Fnomceo sta continuando il suo lavoro di concertazione con il ministero dell'Innovazione e della Salute perché ci sono vari aspetti da definire, non ultimo quello delle deroghe appunto, visto che la modalità online non può essere utilizzata sempre e ovunque come indica la legge, come ad esempio la stampa del certificato al di fuori dello studio. In attesa di conoscere i primi commenti da parte di voi medici relativi alla richiesta del Pin per accedere alla certificazione on line, Federsanità-Anci ha pubblicato un’indagine sui Livelli di Innovazione Tecnologica In Sanità (LITIS) - realizzata su incarico del Dipartimento per la digitalizzazione della pubblica amministrazione e l'innovazione tecnologica della Presidenza del Consiglio, in collaborazione con FORUM PA e con il supporto metodologico del CNR – che offre una fotografia molto dettagliata sullo stato e la diffusione della sanità elettronica nelle strutture pubbliche italiane.

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La Ricerca LITIS ha coinvolto i direttori generali delle aziende sanitarie (un ampissimo campione di 147 su 220), chiamati a rispondere non sulla semplice presenza di strumenti tecnologici all’interno della loro struttura, ma sui servizi innovativi realmente attivati (prescrizioni elettroniche, certificati digitali, Fascicolo Sanitario Elettronico, gestione integrata delle patologie, telemedicina). Obiettivo della Ricerca è conoscere per poter pianificare strategie di innovazione non episodiche, ma di ampio respiro. Basta con gli investimenti a pioggia: nasce un modello sulla base del quale misurare, d’ora in avanti, i progressi di ciascuna struttura e pianificare interventi in grado di accelerare il processo di innovazione, mettendo l’organizzazione sanitaria in grado di rispondere alle esigenze del territorio in maniera più efficiente e senza sprechi. È soprattutto uno il dato che spicca: molte aziende possiedono già gli strumenti necessari per sviluppare pienamente la sanità elettronica (ad esempio infrastrutture e applicazioni software in grado di produrre documenti digitali), ma sono in ritardo nella realizzazione concreta di processi e servizi innovativi. Inoltre, il fenomeno dell’innovazione tecnologica in sanità è estremamente disomogeneo e ci sono grandi differenze nei livelli di innovazione tra regioni del nord e regioni del centro-sud. In pratica, le aziende sanitarie si stanno attrezzando per la sanità digitale, anche in funzione degli obiettivi del Piano eGov 2012, che ha individuato in questo settore un asse portante su cui investire. Non mancano, quindi, le potenzialità di sviluppo; tuttavia, ad oggi, le ricadute dell’innovazione tecnologica in sanità sulla vita dei cittadini sono ancora molto inferiori a quelle che si riscontrano in altri settori (ad esempio e-banking e viaggi). E’ possibile consultare l’intero documento sul nostro social all’interno del gruppo “I nuovi certificati medici”.
Sindacato
Commenti
EV
Enrico Valle
Il problema dei certificati trasmessi per via telematica (come per tantissime altre innovazioni, dai farmaci generici alla aziendalizzazione in sanità) a mio parere non è tanto l'idea ma il modo in cui viene realizzata in Italia da una classe dirigente INETTA o CORROTTA oramai fino alle sue diramazioni più periferiche. E questa classe dirigente per mantenere il consenso elettorale deve periodicamente mettere "sotto torchio" la parte migliore del paese, cioè quella produttiva. L'unico modo di uscirne è riprendersi in mano la barra del timone partecipando ad associazioni che sappiano tutelare i medici (e quindi indirettamente anche i pazienti) a differenza di ciò che fanno attualmente ordini e sindacato di maggioranza. Questo implica nell'immediato SACRIFICIO di parte del proprio tempo e anche di qualche interesse ma alla lunga paga...o forse preferiamo buttare via il tempo e la pazienza nella compilazione di scartoffie utili solo al contabile di turno? Saluti
Rispondi
25/04/2010 11:55
GM
Guido Lodovico Maria Moncalvi
Queste nuove certificazioni servono solo a far perdere soldi ai lavoratori perchè spesso accadrà che il paziente non potrà accedere alla visita medica il primo giorno di malattia (se un medico ha lo studio al mattino ed il paziente si ammala nel pomeriggio perderà il primo giorno): in questo modo almeno la metà dei lavoratori perderà l'indennità di malattia "almeno per un giorno". In questo modo guadagneranno le aziende che già sfruttano i dipendenti e la Regione che "dice" di rendere un servizio ai cittadini ed invece li frega, come al solito. Se un medico visita a domicilio non può spedire il certificato on line, se le linee sono sovraccariche il certificato non parte.
Rispondi
21/04/2010 11:11
FG
Francesco Gangemi
Dopo il certificato , le ricette online ,il fascicolo elettronico,ci verra' richiesto anche di fare diagnosi e terapia medica da casa via online ! Mi sembra che questo sistema sanitario tanto atteso in America,in Italia vuole essere smantellato, è inutile basarsi sul rapporto di fiducia tra medico e paziente.
Rispondi
21/04/2010 11:11
AM
Antonio Marcialis
4 paesi,un ambulatorio in ogni paese, tutti senza linea ADSL di conseguenza impossibile l'invio del certificato di malattia per via telematica o devo portare tutto a domicilio e inviali tramite il pc di casa? già lo faccio per i certificati INPS di invalidità, ma ne compilo massimo due al mese, i certificati di malattia sono all'ordine del giorno. Le solite cose pensate per il medico di città magari con un solo ambulatorio mentre gli altri ,di serie B, con pluriambulatori sono sempre più penalizzati,senza parlare dell'aspetto economico. tonino marcialis 13/04/2010
Rispondi
21/04/2010 11:11
?
...sempre più attenzioni alla tecnologia:la clinica sempre più penalizzata dall'informatica,dai budget,dai cinici amministratori delle ASL e da tutte quelle diavolerie che prima o poi ci faranno passare la voglia di fare i MEDICI !
21/04/2010 11:11

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