|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
Scegli un Argomento
Scegli uno degli Argomenti da approfondire tra quelli più cliccati.
Non hai trovato nulla di tuo interesse? Cerca con la
Search Bar
qui sotto o consulta la pagina con tutti gli Argomenti facendo click su
Mostra Tutti
.
Scegli una Specializzazione
Clicca su una delle Specializzazioni per accedere a contenuti riguardanti esclusivamente la Specializzazione selezionata.
Non hai trovato la tua Specializzazione? Cercala con la
Search Bar
qui sotto o consulta la pagina con tutte le Specializzazioni facendo click su
Mostra Tutte
.
?

Lanzetta, pronto a trapiantare la mano sui neonati

Pediatria

Lo ha detto egli stesso incontrando i giornalisti a Milano. Da quel 23 settembre 1998 a Lione sono stati operati in tutto il mondo 33 pazienti, per un totale di 43 trapianti di mano (19 monolaterali e 12 bilaterali) e 2 di dita, afferma Lanzetta, che al San Gerardo ha trapiantato la mano a tre italiani e che oggi a Monza è direttore dell'Istituto Italiano di Chirurgia della Mano. ''In questo campo - aggiunge - sono stati fatti passi enormi in tutto il mondo, dalla Cina all'Australia, dal Canada agli Stati Uniti e i regolari controlli dei soggetti operati hanno permesso di verificare a distanza di anni l'efficacia di questo tipo di interventi: tutti i pazienti stanno bene (a parte il primo che dopo varie vicissitudini ha chiesto che gli venisse asportato l'arto trapiantato) e hanno recuperato una buona sensibilità e funzionalità della mano trapiantata, tanto che a 7-10 anni dall'intervento essa riesce a fare almeno la metà di ciò che sa fare una mano normale''. ''E anche qualcosa in più - conferma Domenico D'Amico, 39 anni, a cui Lanzetta sei anni fà trapiantò una mano -. Faccio il magazziniere in una ditta di prefabbricati vicino a Reggio Emilia e uso entrambe le mani per lavorare. C'è voluto un po’ di tempo, ma ora sono in forma come prima''. D'Amico è ricorso al trapianto dieci anni dopo l'incidente stradale che gli costò la mano. ''Naturalmente - spiega Lanzetta - il recupero è più rapido quanto minore è il tempo intercorso fra l'incidente e il trapianto e quanto più si è giovani''. Una cosa che gli fa pensare al trapianto su pazienti pediatrici, intervento a cui si dice pronto: ''Mi sono sempre chiesto - dice Lanzetta - perchè non operare bambini con gravi malformazioni alla nascita, che hanno dei moncherini al posto delle braccia.

pubblicità

La terapia antirigetto oggi non dà problemi, ma dicevano che il cervello di questi bambini non avrebbe memoria del braccino mancante. E' esattamente il contrario: il cervello di un bambino è talmente plastico che si adatta presto a ogni condizione. E' logico pensare che nel giro di qualche mese cominci a usare il nuovo arto come se fosse sempre stato suo''. Ma lo specialista - che comunque nega di avere in programma un intervento del genere a breve - non si ferma qui: pensa agli interventi in utero: ''Questa possibilità, fino a oggi di carattere sperimentale - annuncia Lanzetta - rientra in un approccio che eviterebbe le terapie di immunosoppressione. Si tratta di identificare le gravi malformazioni mediante un' ecografia, operare il feto in utero e far proseguire la gravidanza fino al parto, quando il bambino nascerà normale''. Lanzetta, che ha imparato le tecniche dell'intervento in utero negli Usa, è però affascinato da un'operazione che in America hanno fatto alcune decine di volte, che consente il normale sviluppo degli arti in un feto geneticamente sano ma il cui sviluppo è limitato dalle 'briglie amniotiche', lunghe fibre in grado di impigliarsi attorno a qualche parte del feto, costituendo una costrizione meccanica allo sviluppo di quella parte. L' intervento dura un'ora, si fa tra il 3/o e il 4/o mese e consiste nel prelevare il liquido amniotico, estrarre il feto, correggere il difetto e reintrodurre il tutto in utero. ''Con altri specialisti in microchirurgia - conclude Lanzetta - sto pensando di proporre questo intervento in Europa. Abbiamo anche pensato a un Centro unico europeo, per non disperdere le energie, e mi piacerebbe che fosse in Italia''.
Pediatria
Commenti

I Correlati

Sequestro polmonare fetale: intervento mini-invasivo al Policlinico di Milano salva la gravidanza
Ginecologia
Leggimi

Ultime News

Ti potrebbero interessare
Tumore cerebrale pediatrico tra i più letali: al via in Europa una nuova sperimentazione di immunoterapia per il DIPG
Oncologia
Tumore cerebrale pediatrico tra i più letali: al via in Europa una nuova sperimentazione di immunoterapia per il DIPG
Un consorzio internazionale, con la partecipazione dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù, punta a testare una strategia terapeutica innovativa contro il glioma pontino intrinseco diffuso, una neoplasia rara che oggi offre pochissime possibilità di cu
FASD, quando l’alcol in gravidanza lascia un segno sul neurosviluppo: prevenzione e diagnosi precoce decisive
Pediatria
FASD, quando l’alcol in gravidanza lascia un segno sul neurosviluppo: prevenzione e diagnosi precoce decisive
I Disturbi dello Spettro Feto-Alcolico rappresentano una causa prevenibile di alterazioni del neurosviluppo. La Società Italiana di Neonatologia richiama l’attenzione su astensione dall’alcol, identificazione dei neonati a rischio e follow-up multidi
Rientro a scuola, non solo libri e quaderni: il check-up delle buone abitudini prepara i bambini al nuovo anno
Pediatria
Rientro a scuola, non solo libri e quaderni: il check-up delle buone abitudini prepara i bambini al nuovo anno
Sonno, alimentazione, movimento e vaccinazioni: pediatri e specialisti invitano le famiglie a sfruttare le settimane prima dell’inizio delle lezioni per ristabilire la routine e cogliere eventuali segnali di disagio o problemi di salute
Cateteri rettali nei neonati, l’allerta MHRA: stop all’uso domestico
Pediatria
Cateteri rettali nei neonati, l’allerta MHRA: stop all’uso domestico
L’autorità regolatoria britannica sconsiglia l’impiego nei neonati dei cateteri rettali acquistabili per uso personale contro coliche, gas e stitichezza. Alla base della raccomandazione, l’assenza di sufficienti evidenze cliniche e l’incertezza sui p

Siamo oltre 250.000 medici: aggiornati e informati.

Ogni giorno pubblichiamo per te tanti contenuti e li organizziamo perchè tu possa sempre trovare ciò che vuoi.