
La geografia delle diete alimentari junior delinea forti squilibri anche tra le diverse regioni italiane. Alla prova della bilancia i picchi maggiori sono in Campania, maglia nera con un tasso di obesità infantile del 21%, seguita dal Molise, dalla Sicilia, e dalla Calabria, con una media del 12%. Mentre i valori minimi si registrano in Friuli Venezia Giulia (4%), la regione più virtuosa, in Valle d'Aosta (6%), e in Sardegna, Veneto, Liguria e Toscana (7%). I maggiori fattori di rischio per i bimbi 'in ciccia' sono l'obesità, ipertensione, e diabete. Ci sono poi conseguenze tardive dell'obesità infantile come la persistenza dell'obesità in età adulta: circa il 70% degli adolescenti obesi sarà in conflitto con la bilancia anche da adulto con possibile insorgere di patologie croniche come il diabete di tipo 2, le malattie cardiovascolari e alcuni tipi di tumore. Peraltro l'ipernutrizione, come sottolineato da Valerio De Molli del Barilla Center for Food & Nutrition, ha anche un forte impatto economico sui costi sanitari pubblici: ''in Italia - ha affermato infine - oltre 30 miliardi di euro vengono bruciati per malattie cardiovascolari e diabete.




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