
Sappiamo cosa fa bene alla salute, ma spesso non riusciamo a metterlo in pratica. È il paradosso evidenziato in occasione dell'Obesity Day dall'Osservatorio nazionale dieta mediterranea: da un lato esistono conoscenze scientifiche consolidate sui benefici di uno stile alimentare equilibrato, dall'altro sovrappeso e obesità continuano a crescere, coinvolgendo adulti e bambini. A lanciare l'allarme è Vito Amendolara, presidente dell'Osservatorio nazionale dieta mediterranea, che invita a trasformare la consapevolezza in azioni concrete, dalle istituzioni fino alle scelte quotidiane delle famiglie.
«Siamo seduti sullo scrigno della Dieta Mediterranea, ma non abbiamo il coraggio di aprirlo: è come se ci avessero rubato le chiavi», afferma Vito Amendolara, presidente dell'Osservatorio nazionale dieta mediterranea. Secondo Amendolara, uno dei problemi è rappresentato dalla forte influenza del marketing alimentare. La pubblicità, spiega, può indurre a percepire come salutari prodotti che in realtà si allontanano dai principi di una corretta alimentazione. Recuperare quelle "chiavi" significa quindi tornare a scegliere in modo consapevole ciò che portiamo in tavola, senza lasciare che siano esclusivamente logiche commerciali a orientare le nostre abitudini.
Quasi la metà degli italiani è in eccesso di peso
I numeri mostrano con chiarezza la portata del fenomeno. Secondo i dati Istat richiamati dall'Osservatorio, nel 2025, il 46,4% degli adulti italiani era in eccesso di peso, mentre l'11,6% presentava obesità. Per Amendolara non basta continuare a fotografare il problema con statistiche e rapporti periodici. «I dati sono importanti, ma continuare ad esaminarli senza far seguire interventi concreti significa raccogliere l'acqua con il forcone», osserva.
L'Italia è stata inoltre il primo Paese al mondo a riconoscere per legge l'obesità come una malattia cronica, progressiva e recidivante. Un passo importante che, secondo l'Osservatorio, dovrà però tradursi in interventi concreti sul territorio e nella vita quotidiana delle persone affinché il riconoscimento normativo produca benefici reali per la salute pubblica.
Il campanello d'allarme che arriva dai più giovani
Particolarmente preoccupante è la situazione che riguarda bambini e adolescenti. In Campania, la regione più giovane d'Italia, il 36,8% dei ragazzi tra i 3 e i 17 anni è in sovrappeso o obeso, una quota nettamente superiore alla media nazionale, che si attesta al 26%. Dati che evidenziano come il problema inizi spesso molto presto e possa accompagnare la persona per tutta la vita, aumentando il rischio di sviluppare numerose patologie, tra cui diabete di tipo 2, malattie cardiovascolari e altre condizioni croniche.
Dalla scuola alla famiglia: dove comincia la prevenzione
Per invertire la tendenza, l'Osservatorio ritiene fondamentale partire dall'educazione alimentare. La proposta è quella di rendere questa materia parte integrante del percorso scolastico, affinché bambini e ragazzi imparino fin da piccoli a conoscere il valore di una corretta alimentazione. «Bisogna tradurre gli obiettivi nazionali nella programmazione regionale e nella vita delle persone», sottolinea Amendolara, ricordando che la tutela della salute è un diritto costituzionale e che la prevenzione deve diventare una priorità concreta e accessibile.
Meno pubblicità ingannevole e più tutela dei minori
Tra le richieste rivolte alle istituzioni c'è anche un maggiore controllo sui messaggi pubblicitari e sul marketing rivolto ai più giovani. «Servono controlli sulla pubblicità ingannevole e limiti al marketing di alimenti poco salutari rivolto ai minorenni, perché rappresentano un target debole e quindi più facilmente condizionabile», afferma il presidente dell'Osservatorio. L'attenzione si concentra soprattutto sui prodotti ultra-processati, spesso ricchi di zuccheri, sale e grassi, il cui consumo frequente è associato a conseguenze negative non solo per la salute individuale ma anche per la sostenibilità dei sistemi sanitari.
Una sfida che riguarda tutti
L'obesità non è soltanto una questione di peso. È una malattia complessa che coinvolge salute fisica, qualità della vita, costi sanitari e benessere sociale. Per questo, secondo l'Osservatorio nazionale dieta mediterranea, serve un impegno condiviso: istituzioni, scuola, famiglie e cittadini devono lavorare nella stessa direzione.
Il messaggio dell'Obesity Day è chiaro: le conoscenze per contrastare sovrappeso e obesità esistono già. La vera sfida è trasformarle in comportamenti quotidiani, riportando al centro della tavola e della salute i principi della Dieta Mediterranea.




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