
Clacson, motori, autobus, treni e aerei non sono soltanto una fonte di fastidio. Quando l’esposizione al rumore diventa continua, potrebbe aumentare la probabilità di sviluppare malattie cardiovascolari e di andare incontro a gravi eventi cardiaci. A suggerirlo è uno studio condotto da cardiologi del Massachusetts General Hospital, che sarà presentato alle Scientific Sessions 2026 dell’American Heart Association a Chicago. Il dato più interessante riguarda il sonno: anche riposare con regolarità non sembrerebbe proteggere il cuore dalle conseguenze di un ambiente particolarmente rumoroso.
Migliaia di adulti sotto osservazione
I ricercatori hanno analizzato i dati raccolti tra il 2010 e il 2020 su 108.051 adulti, con un’età media di 57 anni, iscritti alla Massachusetts General Brigham Biobank. Per ogni partecipante è stata stimata l’esposizione ai rumori prodotti dai trasporti nell’arco delle 24 ore, prendendo come riferimento l’area vicina all’abitazione. Circa una persona su tre, il 33% del campione, viveva in zone dove il livello superava i 50 decibel. Il 54,5% era invece esposto a valori superiori ai 45 decibel. Per avere un termine di paragone, un rumore compreso tra 45 e 50 decibel può essere simile a quello prodotto da una pioggia moderata.
Più ipertensione, colesterolo alto e diabete
L’esposizione a livelli superiori ai 50 decibel è risultata associata a un aumento compreso tra l’8% e il 10% della probabilità di sviluppare alcuni dei principali fattori di rischio cardiovascolare, tra cui ipertensione, colesterolo alto e diabete. Vivere in un ambiente molto rumoroso è stato inoltre collegato a una maggiore probabilità di subire un grave evento cardiaco avverso. Lo studio individua un’associazione, quindi non dimostra da solo che il rumore sia la causa diretta di questi problemi, ma rafforza l’attenzione verso l'inquinamento acustico come possibile elemento di rischio per la salute.
Un buon riposo potrebbe non essere sufficiente
Il sonno regolare resta importante per il benessere generale, ma dai risultati emerge che non sarebbe in grado di annullare l’impatto cardiovascolare dell’esposizione cronica al rumore. «Il risultato principale è che la correlazione tra l’esposizione al rumore e l’insorgenza di eventi cardiovascolari, così come il numero di fattori di rischio cardiovascolare sviluppati, è risultata analoga indipendentemente dal sonno. Ciò suggerisce che un sonno regolare non offra protezione contro gli effetti negativi che l’esposizione al rumore può avere sul cuore», dichiara Joseph Nguyen, autore principale dello studio. «È stato sorprendente scoprire che la qualità del sonno non sembra giocare alcun ruolo», conclude il ricercatore.

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