|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
Scegli un Argomento
Scegli uno degli Argomenti da approfondire tra quelli più cliccati.
Non hai trovato nulla di tuo interesse? Cerca con la
Search Bar
qui sotto o consulta la pagina con tutti gli Argomenti facendo click su
Mostra Tutti
.
Scegli una Specializzazione
Clicca su una delle Specializzazioni per accedere a contenuti riguardanti esclusivamente la Specializzazione selezionata.
Non hai trovato la tua Specializzazione? Cercala con la
Search Bar
qui sotto o consulta la pagina con tutte le Specializzazioni facendo click su
Mostra Tutte
.
?

Contraccezione d’emergenza e informazione

Ginecologia

Sono donne con una buon livello scolastico ed occupazionale (scuola secondaria o più anche nel 50% dei casi) e preferenzialmente single in alcuni paesi dell’Europa occidentale mentre, in Italia e in Spagna la richiesta sembra provenire più da donne che riferiscono una relazione stabile. Le donne europee riferiscono di utilizzare la EC maggiormente a causa di fallimenti della contraccezione, soprattutto del condom (da 54% a 91% dei casi), meno da dimenticanze di pillola (circa 10% ) mentre sono meno quelle che la ricercano per aver avuto rapporti non protetti (dal 15 al 41% a seconda dei casi).
Altra caratteristica che appare abbastanza comune a tutta l’Europa è l’uso sporadico della CE, come correttamente consigliato: almeno due terzi e più frequentemente l’80% del campione analizzato riferivano di aver usato solo per la prima volta tale metodo.
Se la maggior parte delle donne in tutta Europa riferisce di averne ricevuto informazioni comunque da familiari o amici, per le altre fonti di informazioni (media; sanitari) le percentuali sono fortemente diverse. In paesi quali l’Italia e la Spagna si hanno più basse percentuali di informazioni raccolte da parte dei media, mentre in altri paesi del Nord Europa come la Danimarca queste salgono quasi al 50%. Infine per le informazioni da parte di strutture sanitarie o educative, esse sono riferite da meno di un terzo dei vari campioni di donne in vari pesi europei e da meno del 10% delle italiane.
In alcuni paesi appare quindi da tale analisi, una sostanziale mancanza di informazione e di comunicazione alle donne su tale tematica, sia da parte dei sistemi di comunicazione di massa (media) sia da parte del sistema sanitario. Le conseguenze di mancanza di informazione da parte di fonti qualificate può comportare sia un non uso che un uso inferiore rispetto alle reali necessità o anche un uso non corretto. Non bisogna infatti temere che alla disponibilità di informazioni o alla maggior accessibilità ne consegua tout court un uso eccessivo, o inappropriato, in quanto da recenti dati francesi, raccolti dopo due anni dalla accessibilità della EC come prodotto da banco, risulta come in un campione rappresentativo di donne a rischio per gravidanze non desiderate, solo l’11% delle donne abbia in realtà utilizzato la CE.
La mancata percezione del rischio di gravidanza, a seguito di un rapporto in cui si sia attuata una non completa o assoluta mancanza di protezione contraccettiva appare la discriminante più importante come reale barriera di utilizzo. Se tale tema venisse più frequentemente affrontato, in termini corretti e da personale sanitario esperto, operando un counseling contraccettivo allargato forse si potranno ottenere risultati tangibili sull’uso corretto della CE e dell’impatto che questa potrebbe avere sulla popolazione nell’evitare gravidanze indesiderate.

Bibliografia di riferimento:

pubblicità

Ginecologia
Commenti
RA
Renzo Agostini
Rispondi
13/05/2010 10:55

I Correlati

Rapporto SDGs 2026, migliora la salute ma restano i divari
Sanità pubblica
Leggimi

Ultime News

Ti potrebbero interessare
Gravidanza e alimentazione, la salute del bambino si gioca già nei primi tre mesi
Ginecologia
Gravidanza e alimentazione, la salute del bambino si gioca già nei primi tre mesi
Uno studio condotto su quasi mille future mamme italiane rivela che le abitudini alimentari influenzano lo sviluppo del feto fin dalle prime settimane, con effetti più marcati nei maschi
Rapporto CedAP: meno nascite, maternità più tardiva e cesarei oltre la media UE
Sanità pubblica
Rapporto CedAP: meno nascite, maternità più tardiva e cesarei oltre la media UE
Nel 2025 registrati 353 mila parti. Sale a 33,4 anni l'età media delle madri italiane, mentre il ricorso al cesareo resta elevato, soprattutto nelle strutture private.
Fertilità, il microbiota entra tra i fattori chiave: dalla nutrizione nuovi strumenti per favorire il concepimento
Infertilità
Fertilità, il microbiota entra tra i fattori chiave: dalla nutrizione nuovi strumenti per favorire il concepimento
Una revisione della SIFES-MR evidenzia il ruolo di alimentazione, infiammazione e salute intestinale nel percorso riproduttivo. Addio alle diete fai da te: la sfida è la nutrizione di precisione personalizzata
Terapia delle infezioni uroginecologiche recidivanti: utilizzazione dell’Idrovag
Ginecologia
Terapia delle infezioni uroginecologiche recidivanti: utilizzazione dell’Idrovag
Batteri, miceti e protozoi: mantenere o ripristinare l’ambiente vaginale fisiologico è fondamentale nel trattamento e/o nella prevenzione di tali infezioni.

Siamo oltre 250.000 medici: aggiornati e informati.

Ogni giorno pubblichiamo per te tanti contenuti e li organizziamo perchè tu possa sempre trovare ciò che vuoi.