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Fli, 300 mila bimbi con disturbi linguaggio

Pediatria

Tra i disturbi di apprendimento c'è la dislessia, particolarmente invalidante. "Ogni genitore - spiega la presidente Fli Tiziana Rossetto - può notare difficoltà di apprendimento del bambino già nel primo anno di scuola. Infatti, dopo pochi mesi, è riscontrabile una incapacità di riconoscimento delle lettere, lentezza eccessiva nella lettura, molti errori nella scrittura. Sia in caso di ritardo che il disturbo dell'apprendimento, è difficile che questo si possa risolvere da solo senza l'aiuto di un clinico esperto, quale può essere il logopedista. Le insegnanti hanno comunque strumenti per segnalare il problema". Sui disturbi di apprendimento "secondo i dati presentati al ministero della Salute all'interno del gruppo di lavoro sulla revisione delle linee guida della riabilitazione - spiega Anna Giulia De Cagno, vicepresidente Fli - mancano riferimenti epidemiologici affidabili e omogenei a livello nazionale. Per esempio la percentuale aumenta dal 3% al 5% a seconda che si consideri solo l'ambito espressivo o si includa anche quello ricettivo. Per questo la Federazione dei logopedisti, in accordo con le maggiori associazioni in Italia coinvolte nei Dsa, ha creato un Comitato epidemiologico nazionale che sta conducendo uno studio proprio su questi disturbi". Al momento sono disponibili dati provenienti da alcune Regioni, come ad esempio Friuli Venezia Giulia e Veneto (Padova e Venezia), dove i numeri analizzati sembrano confermare la prevalenza del 3%. Lo stesso nel Lazio, a Roma, dove sono stati valutati 1.600 bambini, e in Umbria, a Perugia e Terni, dove al momento sono coinvolti circa 1.000 bambini. "La scelta della Puglia per il IX Congresso nazionale - spiega Chiara Caiulo, presidente Fli Puglia - nasce da una situazione particolare: la Regione può contare oggi su circa 300 logopedisti (130 operanti nel servizio sanitario nazionale, 150 nel privato convenzionato e 20 nel privato), un numero decisamente insufficiente per un territorio così vasto". "Non a caso il principale dato che emerge è che le liste d'attesa in tutte le strutture, sia private che pubbliche, arrivano a 6 mesi per l'età evolutiva e a circa un anno e mezzo per l'età adulta. Una situazione molto grave, che non consente, soprattutto per i bambini in età prescolare o scolare di ottenere un intervento immediato se non in casi rari", conclude.

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Fonte: Adnkronos

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