''Possono infatti riorientarsi - spiega Stefano Vella, direttore del dipartimento del farmaco dell'Iss - e cambiare forma senza perdere la loro vitalità ed energia. Per non morire compiono una sorta di cannibalismo, mangiando alcuni loro componenti per ricavare fonti energetiche per sopravvivere''. Tutto ciò dimostra, aggiunge Monica Bettoni, direttore generale Iss, ''che i risultati della ricerca scientifica ottenuti sull'uomo non possono essere automaticamente trasferiti alla donna. Le cellule maschili evolvono verso una morte programmata, mentre quelle femminili verso l'invecchiamento. E altro esempio di differenze di genere, lo rivela il fatto che le reazioni avverse ai farmaci concorrono al 6% delle ospedalizzazioni''.




Ogni giorno pubblichiamo per te tanti contenuti e li organizziamo perchè tu possa sempre trovare ciò che vuoi.