
Gli esperti hanno analizzato il Dna di migliaia di individui sani e autistici alla ricerca di geni implicati nella malattia. Annunciato sulla rivista Nature, il lavoro aiuta a capire i meccanismi molecolari nascosti dietro la malattia e in futuro potrebbe migliorare le capacità diagnostiche e terapeutiche e magari anche portare a un test predittivo del rischio di concepire un figlio autistico. ''Tra i geni coinvolti nell'autismo trovati in questo studio - precisa Maestrini - ve ne sono anche alcuni (come 'SHANK2' e 'SHANK3') che anche da soli sono sufficienti a scatenare la malattia; quindi una piccola percentuale di casi di autismo è causata da un singolo gene difettoso''. Ciò è importante perché vuol dire che studiando in modo particolare questi geni che già da soli scatenano la malattia si accelererà il viaggio alla scoperta delle radici della malattia. L'autismo colpisce sei bimbi su 1000. I malati hanno difficoltà di relazione e di empatia, ovvero la capacità di capire emozioni, stati d'animo e intenzioni altrui. La malattia è molto complessa, ha più volti (ci sono diverse sfumature di gravità) e non è riconducibile ad una sola causa, ma più propriamente dipende dalla complicità di molti geni e forse anche di fattori ambientali. I ricercatori hanno cercato di ricomporre il puzzle di geni coinvolti nella genesi della malattia confrontando il genoma di 2300 persone (1000 autistici e 1300 individui sani) con una tecnica di analisi del Dna ad 'alta definizione', ovvero capace di mettere a fuoco anche minime variazioni nel Dna (una risoluzione cento volte maggiore di quella usata nel precedente lavoro del Consorzio).

Le ricerche pubblicate su Brain Sciences e Cortex utilizzano dati chirurgici e risonanza magnetica per approfondire la localizzazione delle funzioni cerebrali e l’organizzazione delle reti coinvolte nell’attenzione.



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