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Cinque milioni d’italiani hanno difficoltà di accesso alle cure

Sanità pubblica

 Il rapporto fotografa anche le ripercussioni di questo evidente gap di finanziamento del sistema sanitario, ancor più evidente in considerazione della crisi economica esplosa nel 2008, sul budget familiare destinato alla salute. Tre dati su tutti aiutano a comprendere la situazione. In Italia 338.000 nuclei familiari, pari ad oltre 1 milione di persone, sono stati soggetti a fenomeni di impoverimento a causa di spesa sanitarie o sociali, soprattutto per problemi di non autosufficienza. Altre 992.000 famiglie, per un totale di circa 3 milioni di persone, sono state costrette a sostenere spese per la sanità molto elevate rispetto ai propri redditi. In 2.600.000 famiglie, infine, almeno un componente ha dovuto rinunciare a sostenere spese sanitarie per il peso economico che avrebbero comportato. In tutto, quindi, si può presumere che siano oltre 5 milioni gli italiani che hanno avuto problemi di diversa entità nell'accesso alle cure nel corso del 2009. "La capacità delle Regioni di evitare tali fenomeni di impoverimento appaiono molto diverse, tanto è vero che l'analisi sull'equità in termini di impatto della spesa sanitaria sui bilanci familiari indica una significativa differenza regionale", con picchi di maggiore impoverimento relativo e quindi di minore equità nella soddisfazione della domanda di cure e assistenza, in Piemonte, Molise e Liguria. E una minore incidenza di impoverimento e quindi di maggiore equità nella soddisfazione della domanda in Campania, Marche e Puglia.

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Secondo la ricerca, la  dimensione media delle Asl italiane sfiora oggi i 350 mila abitanti, con variazioni evidenti da regione a regione. Da un punto di vita organizzativo  il sistema vede alcune tendenze comuni come l'accorpamento delle Asl e la riduzione dei posti letto per acuti, ma con velocità diverse e altrettante forze centrifughe a livello regionale, ultimamente accelerate per effetto del federalismo. Si passa dal milione e mezzo di abitanti dell'unica Asl della Regione Marche - spiega il Rapporto - ai 118.200 abitanti della Regione Basilicata, con un rapporto di 1 a 12. Analogamente, la dimensione media dei distretti passa dai 154 mila abitanti in media della Regione Lazio, superando di fatto la soglia dei 60 mila abitanti indicata dalle norme, a meno di 25 mila del Molise, con una rapporto di circa 1 a 6. Le differenze sono ancora più marcate per altre forme di presidio che caratterizzano la primary care. I punti di guardia medica, ad esempio, vanno dai 61.700 abitanti in media per punto di guardia della Provincia autonoma di Bolzano ai 4.200 della Regione Basilicata. I consultori dai 57 mila abitanti in media della Provincia autonoma di Trento ai 5.700 della Regione Valle d'Aosta. I Centri di salute mentale dai 118.200 abitanti in media nella Regione Basilicata ai 15.700 della Regione Valle d'Aosta.
Sanità pubblica
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