
I nostri studi – precisa Picaro – dimostrano che c’è un’alterazione quantitativa ma anche qualitativa del sebo della pelle prodotta dai soggetti con l’acne e quello che sta diventando più evidente è che occorre un approccio diverso con il problema acne”. Secondo il direttore del Cirm, possono essere individuati “marcatori specifici associati alla patologia, perché la cute è un organo facilmente accessibile”. “La cute – ricorda – può essere analizzata grazie a una serie di metodiche non invasive di cui il centro è dotato, che danno la possibilità di analizzare la pelle e di poter associare ad analisi di tipo biochimico parametri di funzionalità cutanea.




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