
"E questo avviene - afferma il presidente della Sip, Alberto Ugazio - proprio mentre il mondo evoluto si ispira alla copertura assistenziale realizzata dall'Italia, attraverso la rete pediatrica sul territorio con il Servizio sanitario nazionale. Il piano sanitario di Barack Obama - prosegue Ugazio - si è ampiamente ispirato a quello italiano, che viene considerato uno dei migliori sistemi sanitari al mondo per qualità e universalità dell'assistenza. Noi, se non si inverte la tendenza, rischiamo di restarne orfani e, soprattutto, i nostri bambini rischiano di rimanere senza cure adeguate". Dallo studio emerge che, mantenendo l'attuale numero di giovani medici specializzati ogni anno in pediatria, i 15.027 professionisti attivi oggi, diventeranno 11.768 nel 2020 e addirittura 8.226 nel 2015. La Sip, che dopo l'estate convocherà a Roma il G8 della pediatria mondiale per fare il punto sulle politiche sanitarie per l'infanzia tra i Paesi leader mondiali, presenterà nei prossimi giorni ai ministri della Salute e dell'Istruzione le proiezioni dell'emergenza pediatrica e un piano di possibili soluzioni. "Siamo noi i primi a riconoscere - sottolinea Ugazio - che così com'è strutturata la rete pediatrica sul territorio nazionale è, in alcune aree, appesantita e poco efficiente rispetto all'attuale domanda di salute. Una riduzione governata del numero di pediatri - conclude Ugazio - è la sola strada condivisibile, a patto che si investa sulla qualità della formazione e sull'approccio multiprofessionale (che vede i pediatri affiancati da psicologi, infermieri e professionisti della riabilitazione), a tutto vantaggio della salute dei bambini e dei ragazzi di domani". "La creazione della rete pediatrica - conclude il numero uno della Sip - diventa più che mai una priorità, specialmente in tempo di crisi, per condividere con le istituzioni un percorso di valorizzazione dell'assistenza all'infanzia".
Fonte: Adnkronos




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