Uno studio, primo al mondo, effettuato presso il Dipartimento di Psichiatria dell’University of Western Ontario a Londra, ha analizzato i meccanismi alla base della resistenza al trattamento farmacologico della depressione post-partum in pazienti con diagnosi di depressione. Durante lo studio è stata condotta una revisione dei dati riguardanti i pazienti trattati consecutivamente presso una clinica perinatale. I pazienti sono stati diagnosticati sulla base dei criteri del DSM-IV; inoltre è stata utilizzata la scala di valutazione Clinical Global Impression-Improvement (CGI-I) per valutare la risposta ai vari interventi farmacologici.
Dai risulti ottenuti è emerso che la maggioranza dei pazienti (57%, 34/60), che accusavano depressione post-parto, in realtà soffrivano di disturbo bipolare. Tutti i pazienti erano sottoposti a terapia a base di antidepressivi al momento del rinvio, ma alla fine dello studio il 37% dei pazienti (22/60) ha proseguito la terapia a base di antidepressivi da soli o in combinazione con altri farmaci. I valori CGI-I hanno evidenziato un miglioramento apprezzabile sulla depressione al termine dei sei mesi di terapia. Uno spiccato miglioramento è stato osservato nel 65% (39/60) dei pazienti e nel 22% (13/60) invece è stato considerato accettabile.
Fonte: Sharma V, Khan M. Identification of bipolar disorder in women with postpartum depression. Bipolar Disord. 2010 May;12(3):335-40.
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