"Abbiamo studiato - spiega Pola - oltre 2.100 partecipanti al Go-Darts che, in un periodo di tempo superiore ai 6 anni, hanno presentato un ictus ischemico con una percentuale di circa il 7%, per i quali era disponibile il Dna per l'esecuzione di test genetici. Abbiamo individuato un profilo genetico, costituito dalla combinazione di polimorfismi di 5 geni infiammatori (Interleuchina-6, Icam-1, Mcp-1, E-selectina e MMP-3), che è in grado di predire in maniera altamente significativa il rischio di sviluppare un ictus ischemico, in un arco di tempo superiore ai 6 anni". In effetti, coloro che posseggono almeno 4 di queste mutazioni presentano un'incidenza di ictus ischemico 10 volte superiore a quella che si riscontra nei soggetti che non hanno nessuna di questa mutazioni. Il rischio aumenta in maniera progressiva con il numero di mutazioni (da 0 a 5) presenti nella singola persona. "E' importante sottolineare - continua il ricercatore della Cattolica - che nessuno di questi 5 polimorfismi è in grado di predire il rischio di ictus se analizzato da solo. E' soltanto la particolare combinazione che aumenta le probabilità nei pazienti diabetici". La ricerca apre la strada alla possibile realizzazione di un test diagnostico per i diabetici, che hanno un rischio raddoppiato rispetto alla popolazione generale di essere colpiti da malattie cardiovascolari.
Fonte. Adnkronos




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