
Il rigurgito mitralico è stato osservato nel 52% dei casi; mentre anomalie cardiache associate sono comparse nel 72%. La riparazione chirurgica è stata adeguata all’anatomia della valvola del paziente. La morte prematura si è verificata nel 7,5% dei casi. Il corso postoperatorio è stato invece tranquillo nell’86% dei pazienti. A un follow-up medio di 10,3 anni la mortalità tardiva è stata pari all'8%. Dodici pazienti sono stati sottoposti al reintervento mitrale (11 sostituzioni e 1 riparazione). Tra gli ottanta superstiti, l’82,5% erano in classe I o II del NYHA (New York Heart Association) e il 61,2% aveva un certo grado d’insufficienza mitralica persistente o stenosi, nonostante l’emodinamica stabile. La stenosi è un fattore di rischio statisticamente significativo per l'intervento chirurgico a meno di un anno di età ed è correlata alla più elevata mortalità e all'incidenza d’insufficienza cardiaca tardiva e alla disfunzione mitralica; inoltre la valvola mitrale a paracadute è correlata a una più elevata mortalità e morbilità. I risultati ottenuti da questo studio hanno suggerito in conclusione che la riparazione della valvola mitrale presenta una mortalità precoce e dei tassi di re-intervento accettabili; le malformazioni mitraliche nel gruppo complesso sono associate a un rischio significativamente più elevato di re-intervento sulla valvola mitrale e la valvola mitrale a paracadute è associata a un più alto tasso di mortalità precoce.
Fonte: Stellin G et al. Surgical repair of congenital mitral valve malformations in infancy and childhood: A single-center 36-year experience. J Thorac Cardiovasc Surg. 2010 Jun 14.




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