Tra l'altro, la fibrillazione atriale è una tra le più comuni patologie del ritmo cardiaco, e riguarda circa l'1% della popolazione (ma arriva al 10% tra gli ultraottantenni). Quando si presenta, porta a un aumentato rischio di formazione di coaguli, che a loro volta portano a favorire gli ictus. Anche per questo, gli esperti riuniti al congresso chiedono all'industria ''farmaci per via orale, più maneggevoli, che possano essere utilizzati per periodi più lunghi'' per trattare questi coaguli, e quindi anche per fare prevenzione contro l'ictus e le trombosi. La ricerca farmacologica, concludono gli specialisti, si sta muovendo proprio in questa direzione, tanto che ''negli ultimi anni sono state numerose le ricerche cliniche finalizzate a migliorare l'efficacia della terapia anticoagulante e la qualità di vita del paziente sottoposto a tale trattamento''.




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