
Un aumento, frutto di un trend di crescita del 5% ogni anno, non giustificato però dall'invecchiamento della popolazione, che potrebbe determinare - afferma il coordinatore del rapporto Roberto Raschetti, dell'Istituto Superiore di Sanità - ''al massimo l'1% di crescita annua. Il restante è da attribuire all'appropriatezza della prescrizione, su cui è necessario riflettere''. A conti fatti, ogni italiano ha speso 420 euro per comprare farmaci, 10 euro in più rispetto allo scorso anno e contribuendo al totale del mercato farmaceutico nazionale che ha totalizzato 25 miliardi di euro, con la Calabria che ha registrato il valore più alto (275 euro procapite) e la provincia autonoma di Bolzano più virtuosa (149 euro). I farmaci più utilizzati (5miliardi di euro) sono quelli del sistema cardiovascolare, seguono quelli dei sistema gastrointestinale (12,7%), del sistema nervoso centrale (12,5%) e gli antineoplastici (11,7%). Altissima anche la prescrizione di antibiotici, per i quali l'Italia è al primo posto in Europa e anche in questo caso, non c'è giustificazione epidemiologica, solo un ''fattore culturale'', secondo Nicola Magrini, del Centro per la valutazione dell'efficacia dell'assistenza sanitaria Azienda Usl di Modena, per il quale ''si associa un raffreddamento o una sospetta infezione all'assunzione di un antibiotico''. Secondo Pietro Folino Gallo, dell'Aifa ''il 50% della popolazione pediatrica ha ricevuto almeno un antibiotico''. ''Un consumo più razionale - prosegue l'esperto dell'Aifa - potrebbe portare ad un risparmio di 300 milioni di euro'', oltre al fatto che ''un uso eccessivo di antibiotici favorisce lo sviluppo di resistenze batteriche''. Il farmaco più prescritto dell'anno è stato il ramipril (contro l'ipertensione), seguito dall'acido acetisalicilico (aspirina) usato come antiaggregante piastrinico. E tra tutti i farmaci prescritti, il 50% è di quelli generici o equivalenti, che hanno ormai superato le diffidenze dei cittadini rispetto ai medicinali 'griffati'. Secondo il rapporto, le donne vanno più spesso in farmacia rispetto agli uomini e acquistano farmaci per il sistema nervoso centrale, in particolare antidepressivi.




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