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Garattini: ancora troppa diffidenza sull'equivalente, i medici si "europeizzino"

Farmaci

Garattini è autore di molte centinaia di lavori scientifici pubblicati in riviste nazionali ed internazionali e di numerosi volumi nel campo della farmacologia.  Fa parte del Gruppo 2003 (gruppo dei ricercatori italiani altamente citati nella letteratura scientifica internazionale) ed è fondatore dell'European Organization for Research on Treatment of Cancer. In oltre 40 anni di attività, l'Istituto di Ricerche Farmacologiche "Mario Negri", sotto la direzione di Silvio Garattini, ha prodotto oltre 11.000 pubblicazioni scientifiche e circa 250 volumi, in cancerologia, chemioterapia e immunologia dei tumori, in neuropsicofarmacologia, in farmacologia cardiovascolare e renale.

 Professore l’equivalente è come il farmaco branded?

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 Gli equivalenti o generici vengono approvati sulla base di tre principi fondamentali. Devono avere una purezza comparabile al prodotto di origine, se in compresse devono avere la stessa dissoluzione e se somministrati in via orale devono dare luogo a concentrazioni ematiche sovrapponibili al prodotto di riferimento.

 Quindi se ci sono questo tre elementi possiamo affermare che il generico è identico al farmaco marchiato?

 Certo. Se vengono rispettati questi tre parametri fondamentali non ci sono differenze, al di là, ovviamente, di casi particolari che però possono interessare anche i farmaci di marca.

 Eppure c’è ancora molta diffidenza.

 Molti studi indicano che se si fa uno switch da un prodotto di marca ad un equivalente o viceversa non cambiano gli effetti. Per cui il timore sui generici è  ingiustificato. Possono tuttavia entrare in ballo alcuni aspetti psicologi non secondari che spetta al medico rimuovere.

 Per esempio?

 Posso farle il caso il caso dell’anziano. Se è abituato a prendere sempre la stessa pillola da una confezione che è rimasta immutata per anni, potrebbe avere difficoltà ad assumere un farmaco con nome e scatolo diversi. Ma si tratta di una spetto dovuto alla novità.

 E ai medici che preferiscono non prescrivere i generici che invito rivolge?

 Direi loro di non essere prevenuti. In tutta Europa si usano gli equivalenti che vengono prescritti regolarmente a milioni di pazienti senza effetti contrari. Cerchino di avere un comportamento un po’ più “europeo”.

 Per il Gruppo Generici, pro o contro, clicchi qui

Farmaci
Commenti
GP
Gaetano Pino
il problea non è del generico piu' o meno equivalente ,ma delle confezioni dei diversi generici che volta per volta generano timore ed insicurezza sia nell'anziano che nel giovane,bisognerebbe avere dellle confezioni, al variare del produttore,sempre identiche.
Rispondi
06/08/2010 11:50
RD
Redazione DottNet
@ dott. Casadei: grazie per i complimenti e faremo tesoro delle sue osservazioni. Ea proposito di argomenti sono ben accetti suggerimenti e proposte: ricordo che Dottnet è un Social Network e come tale aperto alla collaborazione di tutti. Saluti e buon lavoro, Silvio Campione
Rispondi
30/07/2010 12:20
BM
Benedetto La Motta
le affermazione del prof garattini sono banalmente generiche. disarmante e chiara l'assoluta mancanza di pratica clinica quotidiana se il prof azzarda affermare l'equivalenza nell'efficacia tra generici e non!
Rispondi
30/07/2010 11:32
DF
Dario Fornari
Molti antibiotici generici,vedi amoxicillina-ac-clavulanico, ceftriaxone i.m. etc. somministrati a pazienti con BPCO 2°-3° Stadio GOLD hanno dimostrato scarsa efficacia e rischio secondario di ricoverare il pz. per grave riacutizzazione...invece l'antibiotico orginale,se indicato scientificamente,risolve la riacutizzazione infettiva. Questa è pratica clinica quotidiana !!
Rispondi
30/07/2010 11:09
PC
Paolo Coletta
Puntuale e giusta osservazione di Casadei ! gli ultimi due articoli si riferiscono allo stesso argomento, ma la discussione in corso sul precedente ad un certo punto si è arenata, rendendo praticamente vano tutto quello faticosamente sostenuto dai Colleghi. A tal proposito mi permetto di rimandare chi non ha avuto modo di seguire i commenti precedenti al commento di Vincenzo Basso sull'articolo su Foresti del 26.07.10 ... paolo coletta MMG
30/07/2010 10:45

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