
La mappa della rete per l'infarto si allarga anche alle aree del sud meno servite. Nella cardiologia invasiva si eseguono procedure di emergenza, con riapertura della coronaria colpevole dell'infarto che consente spesso di recuperare muscolo cardiaco e vite umane. La diffusione dei laboratori di emodinamica garantisce maggiore omogeneità di accesso all'angioplastica 24 ore su 24. La fotografia della rete, chiamata RETE IMA WEB è stata presentata a Bologna in occasione del XXVIII Congresso Nazionale della Società Italiana di Cardiologia Invasiva e rivela un netto miglioramento rispetto al passato ma ancora differenze fra le varie regioni e province d'Italia. ''Sappiamo - spiega Corrado Tamburino, presidente della Società italiana di cardiologia invasiva - che un collegamento strutturato e permanente fra gli ospedali più grandi, dotati di UTIC e servizio di emodinamica, gli ospedali periferici e il 118 consente di garantire il miglior percorso di cura, riducendo soprattutto i tempi di intervento''.




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