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Vittori (sigo): i pro e contro del cesareo

Ginecologia

Insomma, "occorre valutare con attenzione le condizioni di entrambi, pensando alla salute di madre e feto. Si tratta di una scelta delicata, che va fatta caso per caso", dice Vittori. Secondo l'Organizzazione mondiale della sanità, la percentuale dei cesarei non dovrebbe superare il 15% dei parti. "Una percentuale che va pero' rivista, anche sulla base dell'aumento dell'età materna, e che sarebbe corretto aumentare al 25% circa", dice l'esperto. "I numeri in Italia pero' - ammette il ginecologo - sono molto più elevati: siamo al 38%, con picchi del 62% in Campania e di oltre il 50% in Sicilia. Questo per una serie di motivi: dall'aumento appunto dell'età della donna al primo figlio, fino alla crescita della richiesta materna". Secondo Vittori, però, a far straripare il numero dei cesarei nel Belpaese sono anche questioni organizzative e medico-legali. Prima fra tutte il fatto che le unità operative di ginecologia non sono "mai a ranghi completi h24, sette giorni su sette. Così la donna che teme di trovarsi a partorire nel fine settimana, spesso piuttosto che rischiare di capitare in un turno sguarnito" opta per una soluzione 'chirurgica'. Non solo. "Da un'indagine recente che abbiamo svolto tra i ginecologi abbiamo visto che la paura di un contenzioso medico-legale è la prima causa a spingere verso un cesareo". Un fenomeno figlio di punti nascita "disadorni" specie in alcune Regioni e della "pressione dell'opinione pubblica". E se, tornando sulla questione dei medici di Messina, Vittori tiene a ribadire che "è inaccettabile che due colleghi litighino in ospedale", è importante "porre fine al gioco del rimpallo delle responsabilità: con l'attuale organizzazione, che punta su co.co.co e borsisti, chi è il responsabile nei confronti della donna e di suo figlio? C'è, insomma, un buco decisionale, specie dove ci sono più persone al lavoro". "Non vogliamo accettare che il parto è un'emergenza e urgenza: ma il momento della nascita - avverte - puo' passare da fisiologico a patologico nel giro di 20 secondi. Ecco perché - conclude Vittori - serve un'organizzazione perfetta e personale adeguato".

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Fonte: sigo

Ginecologia
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