
Nello stesso tempo, il medesimo protocollo d’intesa prevedeva il lancio di una Campagna di Prevenzione della Morte Improvvisa nei giovani attraverso uno screening elettrocardiografico e, ove occorra degli esami più sofisticati, tendenti a rivelare patologie del cuore su base genetica che possono provocare la morte improvvisa nei giovani. I progetti pilota che dovevano iniziare quest’anno sono anch’essi in stand by per la mancanza di fondi da parte del MIUR. Per questo motivo abbiamo avanzato una richiesta al Segretariato Sociale della RAI per ottenere una campagna di raccolta fondi dedicata da mettere in atto nel primo semestre del 2011. La morte improvvisa può colpire anche soggetti giovani, apparentemente sani. Ne sono affetti all’anno 4‐5 soggetti ogni 100.000 giovani sotto i 35 anni, in pieno benessere. Sono eventi tragici, devastanti dal punto di vista famigliare e sociale: si possono prevenire? Gli studi patologici condotti nell’ultimo ventennio hanno dimostrato che il fenomeno interessa soggetti con malattie cardiovascolari occulte e che lo sforzo o l’emozione triplicano il rischio. Esistono, infatti, cardiopatie perfettamente compatibili con prestazioni meccaniche di cuore anche di livello elevato, che mostrano una vulnerabilità elettrica a rischio di fibrillazione ventricolare e arresto cardiaco. Si tratta di difetti congeniti (anomalie delle arterie coronarie o del tessuto di conduzione) o malattie genetiche (cardiomiopatie) che possono essere facilmente identificate mediante screening elettrocardiografico. La donna è protetta in età giovanile dal rischio aterosclerotico per il suo assetto ormonale. Il fumo però, sempre più diffuso fra le donne, è un fattore di accelerazione dell’aterosclerosi, con insorgenza prematura di patologia coronarica ostruttiva, anche nel genere femminile, sotto forma d’infarto miocardico e morte improvvisa. Esistono poi specifiche patologie nelle donne giovani. Fra queste il prolasso della mitrale, caratterizzato da una deformazione dei lembi valvolari, accompagnato da soffio cardiaco e aritmie, talora minacciose per la vita. Lo screening con l’impiego di un esame strumentale quale l’elettrocardiogramma ha dato risultati eccezionali nella visita per l’idoneità sportiva. Essa è obbligatoria per legge in Italia dal 1982 e ha portato a una diminuzione del 90% dei casi di morte improvvisa fra gli atleti nella Regione Veneto, a dimostrazione della sua straordinaria efficacia. Ma molti giovani praticano attività sportiva non agonistica, per la quale è previsto il certificato medico solo di “sana e robusta costituzione”, con visita medica senza l’impiego di esami strumentali. In questo modo molte cardiopatie occulte non sono svelate e anche lo sport ludico può rivelarsi minaccioso per la vita. D’altro canto, parecchie malattie cardiovascolari silenti possono portare ad arresto cardiaco anche in assenza di sforzo o emozioni, per cui anche soggetti giovani, con vita sedentaria, sono esposti al rischio se la loro malattia non è smascherata. L’abolizione della visita obbligatoria di leva, un tempo un fondamentale momento di screening nei giovani maschi, ha tolto questa possibilità senza sostituirla con altre.




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