
Dalle regioni del Centro e del Sud Italia, invece, gli ordini scarseggiano: nel Lazio, ad esempio, solo 142 confezioni consegnate. In Calabria 15. E' il bilancio sull'andamento delle richieste della pillola abortiva regione per regione, fornito dal direttore medico dell'azienda di distribuzione Nordic Pharma, Marco Durini, a un anno dal via libera alla commercializzazione della pillola nel nostro Paese. Ecco nel dettaglio, regione per regione, il numero delle confezioni di Ru486 consegnate agli ospedali italiani: Abruzzo 15; Basilicata 122; Calabria 15; Campania 230; E.Romagna 299; Friuli Venezia Giulia 85; Liguria 655; Lazio 142; Lombardia 604; Marche 5; Molise 90; Piemonte 1.474; Puglia 615; Sardegna 57; Sicilia 222; Toscana 773; Trentino 76; Umbria 17; Valle d'Aosta 75; Veneto 245.I dati sembrano mostrare, in alcune regioni, una situazione di sostanziale blocco dell'uso della Ru486. Soprattutto alla luce del potenziale utilizzo. Durini, a riguardo, ha elaborato un'analisi, divisa per regioni, sulle vendite potenziali annuali. Secondo il prospetto della Nordic Pharma, la Lombardia, ad esempio, a fronte di 604 confezioni ordinate presenta un potenziale di oltre 5.000 scatole l'anno. Sulla stessa linea il Lazio, dove a fronte di ordini per un totale di 142 confezioni, si registra un potenziale annuo di circa 3.500 scatole. "Solo la Liguria, il Piemonte e la Toscana posizionano correttamente la metodica farmacologica rispetto al numero annuo di interruzioni di gravidanza - spiega Durini - Assoluto ritardo di posizionamento invece per Lombardia, Lazio, Campania, Veneto, Sicilia". Soprattutto tre i motivi che spiegano il fenomeno. "Le ragioni - sottolinea Durini - vanno ricercate nella difficoltà a organizzare un servizio che necessita posti letto per il ricovero della paziente".

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