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Zamboni: la mia tesi sulla sclerosi multipla è confermata nel 90% dei casi

Neurologia

''La ricerca sta andando bene perché non sono da solo. Fior di universitari ci hanno dato ragione'', ha commentato Zamboni parlando ai giornalisti. E rivolgendosi ai malati ha aggiunto: ''La speranza deve restare aperta perché c'è tanta gente che sta lavorando per loro. L'unione fa la forza''. Molte le ricerche presentate al convegno bolognese: ad esempio quella della Wayne State University del Michigan per cui la Ccsvi prevale nell'8-13% delle persone sane; lo studio curato dal professor Stefano Bastianello, che ha raccolto più di 700 casi, riscontrando una percentuale di Ccsvi dell'86% nei malati di sclerosi; la ricerca congiunta dell'Università di Buffalo e dei professori Zamboni e Fabrizio Salvi dell'ospedale Bellaria di Bologna in base alla quale l'asfissia dell'assone (la componente centrale delle cellule nervose, la cui lesione è uno degli elementi fondamentali nella sclerosi) potrebbe essere legata alla gravità dello stato di ostruzione delle vene esterne al cranio.Illustrati anche gli esiti di due team americani che hanno realizzato studi per misurare gli effetti dell'angioplastica (intervento che serve a dilatare il restringimento dei vasi sanguigni) su un numero molto alto di pazienti.

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E in molti di loro, i principali sintomi della sclerosi (affaticamento cronico, mal di testa, problemi del sonno, scarsa memoria) sono migliorati. ''Se l'intervento di angioplastica è eseguito correttamente, questi sintomi si riducono in maniera significativa'', ha detto Salvi che a proposito del convegno ha aggiunto: ''E' stata un'esperienza bellissima di interdisciplinarietà, e le conclusioni di ogni disciplina sono sempre le stesse. Il lavoro quindi si fa assieme ma il neurologo deve fare il 'principino' e avere attorno gli esperti di circolazione venosa. E' un campo di ricerca assolutamente nuovo. Stiamo costruendo nuove pagine di medicina e non ce ne rendiamo conto''. Molto soddisfatto anche Zamboni che ai giornalisti che gli chiedevano se si fosse sentito ostacolato, ha risposto: ''No, ogni processo innovativo e' difficile e lungo, prima lo devi condividere a livello scientifico. In ogni caso bisogna avere pazienza''. Percio' ha concluso: ''Adesso vedremo, il confronto tra tutti gli studi e le metologie ci daranno risposte, io non posso dare una risposta pre-concetta''.
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