
''La ricerca sta andando bene perché non sono da solo. Fior di universitari ci hanno dato ragione'', ha commentato Zamboni parlando ai giornalisti. E rivolgendosi ai malati ha aggiunto: ''La speranza deve restare aperta perché c'è tanta gente che sta lavorando per loro. L'unione fa la forza''. Molte le ricerche presentate al convegno bolognese: ad esempio quella della Wayne State University del Michigan per cui la Ccsvi prevale nell'8-13% delle persone sane; lo studio curato dal professor Stefano Bastianello, che ha raccolto più di 700 casi, riscontrando una percentuale di Ccsvi dell'86% nei malati di sclerosi; la ricerca congiunta dell'Università di Buffalo e dei professori Zamboni e Fabrizio Salvi dell'ospedale Bellaria di Bologna in base alla quale l'asfissia dell'assone (la componente centrale delle cellule nervose, la cui lesione è uno degli elementi fondamentali nella sclerosi) potrebbe essere legata alla gravità dello stato di ostruzione delle vene esterne al cranio.Illustrati anche gli esiti di due team americani che hanno realizzato studi per misurare gli effetti dell'angioplastica (intervento che serve a dilatare il restringimento dei vasi sanguigni) su un numero molto alto di pazienti.




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