
''L'Italia - rileva il presidente SIMP Gianpaolo Donzelli - occupa una posizione buona o quanto meno in linea con quella degli altri paesi europei per quanto riguarda la salute perinatale sia riferita alla mamma che al neonato. Tuttavia, rimangono ancora aperte alcune problematiche come i nati pretermine che, nel nostro Paese, rappresentano il 6,5% dei nati vivi''. L'innalzamento dell'età materna e il maggior ricorso alla procreazione assistita, con conseguenti nascite gemellari, costituiscono la causa principale dei nati prematuri, di cui i neonati gravemente pretermine (<32 settimane) rappresentano lo 0,9%, mentre il 5,6% ha età gestazionale tra 32<37 settimane. Si registra, poi, un aumento dei parti cesarei, che mette l'Italia in pole position con la percentuale più alta d'Europa (37%). Ma quali sono oggi i 'filoni' innovativi della medicina perinatale? Essenzialmente due: uno è quello oncologico, dove si stanno facendo tutti gli sforzi affinché la paziente colpita da tumore riesca ad iniziare ed a portare a termine una gravidanza senza mettere in pericolo ne' la propria salute ne' quella del neonato; l'altro è la gravidanza nelle donne trapiantate, per le quali è in fase di attuazione un Registro, il primo in Italia e in Europa, in collaborazione con l'Ospedale Meyer di Firenze, l'Istituto Superiore di Sanità e il Centro Nazionale Trapianti, al fine di raccogliere i dati e delineare linee guida specifiche.




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