
Un aiuto in tal senso potrà venire dal nuovo sistema di informatizzazione per la raccolta dei dati, ha concluso Lora, "a cui ora ogni regione dovrà inviare le proprie informazioni e riferirsi. Raccogliendo i dati e monitorando la situazione, sarà più facile organizzarsi e intervenire più tempestivamente". Nella fotografia dei pazienti con disturbi di salute mentale gravi seguiti dai Centri di salute mentale (Csm) pubblici italiani, realizzata nell'ambito del progetto Seme (Sorveglianza epidemiologica integrata in salute mentale), promosso dall'Istituto superiore di sanità (Iss) e che ha coinvolto 22 Csm in 15 regioni, è emersa che i disturbi colpiscono i giovani (l'età media è di 37 anni), che vivono con la famiglia d'origine (48%), in difficoltà economiche (87%), con una lieve maggioranza donne (54%). Il quadro che emerge racconta di pazienti con un basso grado di istruzione (48%), disoccupato (40%) o in difficoltà economiche (87%) e che ha un impiego solo nel 29% dei casi.




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