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Fazio ribadisce alla Camera la volontà di riformare il pronto soccorso e spostare i codici sui medici del territorio. E a Milano l’Inps respinge il certificato di uno specialista: valgono solo quelli dei medici di famiglia

Sanità pubblica

 Normalmente, ha infatti spiegato, ''le chiamate al 118 per i codici bianchi o verdi non sono 'shiftate' sulla continuità assistenziale, ma il governo negli anni scorsi ha già attivato due programmi di 350 milioni l'anno intesi a creare situazioni di assistenza h24 proprio per 'spostare' sul territorio quelle che sono le patologie meno gravi dei pronto soccorso''. Fazio ha anche ricordato come sia stata convocata ''a breve una riunione di tutti i sindacati medici e le regioni per studiare, insieme, un meccanismo per fare in modo che le chiamate del 118 siano 'direzionate'''. L'obiettivo, ha chiarito il ministro, ''è di dividere i codici bianchi e verdi dai rossi e gialli, perché il problema è che, in presenza di un codice verde, passano avanti tutti quelli più gravi, e il codice verde deve attendere molto. Stiamo - ha concluso - lavorando a questo problema''. “Che i pronto soccorso italiani siano intasati e meritino una riforma, è evidente a tutti. Anche il ministro Fazio è stato contagiato da Berlusconi nell'annunciare rivoluzioni e riforme epocali che fanno confusione tra cause ed effetti e sono, soprattutto, a costo zero”, dichiara in una nota Antonio Palagiano, responsabile nazionale sanità dell'Italia dei Valori. “L'intasamento dei pronto soccorso è l'effetto della mancanza di un filtro territoriale, che invece il ministro Fazio dichiara essere attivo 24 ore su 24. La verità è un'altra: in gran parte delle regioni d'Italia, tale servizio è del tutto inesistente per mancanza di risorse e quindi di organico. In alcune regioni del Sud - prosegue Palagiano - mancano addirittura le più elementari strutture territoriali, il che comporta un alto tasso di ospedalizzazioni inappropriate”. “Fare una 'rivoluzione' dando per assunto e propedeutico un presupposto che non c'è e farla a costo zero, sapendo che necessita di strutture e personale, è, nella migliore delle ipotesi, mera propaganda elettorale. In caso contrario - conclude il responsabile sanità di Idv - sarebbe colpevole ignoranza”.

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E a proposito di nuova sanità c’è da registrare un increscioso equivoco sui certificati online accaduto a Milano: tutto comincia  dalla storia di un uomo che si è presentato agli sportelli dell’Inps di Sesto San Giovanni con in mano il certificato di malattia rilasciato in un ambulatorio a seguito di una visita specialistica. Ma allo sportello gli hanno detto che  per riconoscere i giorni di malattia serve il certificato del medico curante. Come a dire che il certificato di uno specialista equivale a carta straccia e che solo il medico di famiglia ha parola a riguardo. Proprio ora che, con i certificati on line, pure i pronto soccorso degli ospedali sono stati investiti di un nuovo, non semplice, ruolo: certificare la malattia, meglio se on line. “Quello dell’Inps - denuncia un medico all’Ordine - è un atteggiamento vessatorio e pretestuoso contro cui bisogna prendere posizione”. L’ordine dei medici non si è tirato indietro ed ha inviato all’Inps di Sesto una lettera, firmata dallo stesso presidente Ugo Garbarini, per chiedere chiarimenti sull’accaduto. Ne è scaturita una risposta di quattro pagine in cui i responsabili dell’istituto di previdenza spiegano il perché e il per come sia necessaria la certificazione del medico curante a seguito di quella dello specialista, passando per leggi e normative. Ma ai camici bianchi non soddisfa granché la risposta: infatti, in base al regolamento, anche il medico specialista può certificare la malattia. “Auspichiamo quindi - replica l’Ordine dei medici di Milano - che gli operatori di front-office delle sedi Inps di Milano e Provincia siano all’uopo istruiti e rispettino puntualmente la normativa in vigore e le stesse indicazioni fornite dalla direzione centrale dell’Inps”. In tutto questo a rimetterci è stato il paziente che ha dovuto fare la spola tra casa, Inps, studio medico e viceversa. Il tutto in malattia. Clicchi qui per essere informato.

Sanità pubblica
Commenti
AN
Antonio Nuzzi
L'idea del collega Franco Rossi è SEMPLICEMENTE GENIALE. Io credo che sia venuto il momento che i sindacati di categoria portino avanti rivendicazazioni di questo tipo: far pagare a tutti i codici bianchi un pesante ticket per gli accessi al P.S. e adottare per noi M.M.G.il sistema francese: il paziente paga 20 euro per la visita dal proprio medico e, in tempi brevi, gli viene rimborsato l'80%. Salterebbero fuori tanti di quei soldi da ripianare il bilancio della nostra scassatissima sanità..... Antonio Nuzzi
Rispondi
23/04/2011 08:38
DA
Diego Albieri
Noi medici di famiglia a costo zero per ogni nuova prestazione affibbiataci per permettere a lorsignori stipendi da favola e sprechi colossali in nuovi ospedali supertecnologici rigoroamente in costosissimi project financing dove ogni rischio se l'accolla la parte pubblica ed i guadagni vengono privatizzati.
Rispondi
23/04/2011 08:05
FR
Franco Rossi
oggi si parla tanto di "farmaco generico" e/o "bioequivalente". istituiamo i P.S. "generici" per i codici bianchi e verdi, così il paziente che ha un problema meno serio può scegliere se pagare un tiket per i PS "griffati" dove solo i codici rossi e gialli verificati avranno gratis la prestazione.
Rispondi
22/04/2011 19:01
AN
Antonio Nuzzi
Propongo il ricovero alla neuro-deliri per i ministri brunetta e fazio e per il segretario FIMMG milillo. P.S. ricordarsi,dopo averli rinchiusi,di gettare via la chiave...
Rispondi
22/04/2011 16:23
PL
Paolo Longhi
OVVIO: IL BERSAGLIO COSTANTE DEL SSN SONO I MEDICI DI FAMIGLIA, VERO E PROPRIO CAPRO ESPIATORIO DI TUTTI I MALI DELLA SANITA' ITALICA NONCHE' REFUGIUM PECCATORUM DEI DISSERVIZI INTERNI DELLA MEDESIMA. QUANDO UN CAPOCCIA NON SA CHE COSA INVENTARSI ECCOLO LA' CHE TIRA IN BALLO GLI MMG ADDOSSANDOGLI NUOVI COMPITI TUTTI A COSTO RIGOROSAMENTE ZERO. LA SOLITA MANFRINA, IL SOLITO SCHIFO. CHE FANTASIA ! NULLA DI NUOVO SOTTO IL SOLE.
21/04/2011 21:40

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