
Accessi ai Pronto soccorso aumentati in media del 15% nei primi quindici giorni di agosto e nel weekend di Ferragosto. Caldo e traumi spiegano parte della crescita, ma per la Simeu l'estate mette nuovamente in evidenza problemi strutturali: organici insufficienti, boarding e una rete territoriale che non riesce ancora a intercettare pienamente i pazienti dopo la dimissione.
Accessi in crescita tra caldo, incidenti e traumi
A tracciare il quadro è Alessandro Riccardi, presidente della Società italiana di medicina d'emergenza-urgenza (Simeu), che indica un incremento medio degli accessi del 15%. Un dato che la società scientifica non attribuisce esclusivamente alle temperature elevate.
Accanto a sincopi, colpi di calore e altre conseguenze delle ondate di caldo, in diverse aree del Paese è stato infatti osservato un aumento dei traumi legati agli incidenti stradali e alle attività in mare. In Liguria, dove Riccardi lavora, la Simeu segnala in particolare una crescita dei traumi maggiori.
Il caldo è stato comunque una componente importante della pressione estiva. Secondo Riccardi, una parte della popolazione continua a non adeguare sufficientemente i propri comportamenti alle temperature raggiunte negli ultimi anni: dall'attività sportiva nelle ore più calde all'esposizione di anziani e bambini nelle fasce orarie maggiormente a rischio.
Organici ridotti proprio quando aumenta la pressione
L'incremento stagionale della domanda incontra una medicina d'emergenza-urgenza che continua a soffrire per la carenza di personale. Riccardi quantifica in almeno 7mila medici il deficit che interessa il sistema nel periodo estivo. La cifra è indicata dal presidente Simeu e va letta come stima della società scientifica. Il problema della difficoltà nel reperire e trattenere professionisti nell'emergenza-urgenza precede comunque l'attuale stagione estiva e ha contribuito negli ultimi anni al ricorso a turni aggiuntivi, esternalizzazioni e medici a gettone.
Proprio su quest'ultimo fronte la normativa introdotta nel 2023 ha progressivamente limitato il ricorso delle aziende sanitarie alle cooperative esterne. La deroga concessa alle strutture in maggiore difficoltà è arrivata a scadenza il 31 luglio 2026, mentre dal Decreto PA è scomparsa all'ultimo momento l'ipotesi di un'ulteriore proroga fino al 2027. La pressione di agosto arriva quindi in una fase particolarmente delicata: alla tradizionale riduzione estiva degli organici si accompagna il tentativo di superare uno degli strumenti utilizzati negli anni scorsi per coprire i turni rimasti scoperti.
Case di Comunità, la presa in carico vista dal Pronto soccorso
Ma la questione sollevata dalla Simeu non riguarda soltanto ciò che avviene dentro l'ospedale. Riccardi richiama anche le difficoltà che persistono nel passaggio tra Pronto soccorso e assistenza territoriale. Secondo il presidente della società scientifica, non funziona ancora pienamente la presa in carico dei pazienti che vengono dimessi dal Ps e che dovrebbero trovare sul territorio un riferimento per bisogni assistenziali di minore complessità. Il risultato, osserva, è che alcuni tornano successivamente in Pronto soccorso anche per problemi acuti minori.
Il rilievo arriva proprio mentre la riforma dell'assistenza territoriale prevista dal Pnrr entra nella sua fase conclusiva. Le Case della Comunità sono state pensate come presidi di prossimità nei quali équipe multiprofessionali composte da medici di medicina generale, pediatri, specialisti, infermieri e altri professionisti devono assicurare la presa in carico della popolazione di riferimento.
Il target della Missione 6 non riguarda peraltro soltanto la realizzazione materiale delle strutture. Per almeno 1.038 Case della Comunità devono essere certificati l'attivazione dei servizi e il rispetto degli standard obbligatori previsti dal DM 77 del 2022.
Il Pnrr arriva al traguardo, resta la prova del funzionamento
Il numero delle strutture da realizzare è stato ridotto rispetto alle 1.350 inizialmente previste dal Piano. La revisione del Pnrr approvata nel 2023 ha portato il target minimo europeo a 1.038 Case della Comunità, principalmente per far fronte all'aumento dei costi di costruzione e alle difficoltà incontrate nella realizzazione degli interventi. Il finanziamento destinato all'investimento è pari a 2 miliardi di euro.
Il Ministero della Salute è ora impegnato nella verifica e nella rendicontazione degli ultimi obiettivi della Missione 6. È in questa fase che l'osservazione proveniente dai Pronto soccorso assume un significato ulteriore: raggiungere il target infrastrutturale e dimostrare l'attivazione dei servizi rappresentano passaggi necessari, ma l'effetto della nuova rete territoriale dovrà essere misurato anche sulla sua capacità concreta di intercettare bisogni che oggi continuano ad arrivare alle porte degli ospedali.
La valutazione della Simeu non permette naturalmente di stabilire quanto le Case della Comunità funzionino su scala nazionale: l'attivazione procede con differenze territoriali e il nuovo modello è ancora in fase di assestamento. Segnala però uno dei criteri con cui la riforma potrà essere valutata una volta conclusa la stagione del Pnrr: non soltanto quante strutture saranno operative, ma quali effetti produrranno sui percorsi dei pazienti.
Il boarding resta un problema per gli ospedali
Sul versante ospedaliero rimane poi il boarding, cioè la permanenza in Pronto soccorso di pazienti per i quali è stato deciso il ricovero ma che attendono la disponibilità di un posto letto. Secondo Riccardi alcune Regioni sono riuscite a contenere il fenomeno, ma la crescita della popolazione anziana e della multimorbilità rende difficile affrontarlo senza intervenire sulla disponibilità dei posti letto e, contemporaneamente, sulla capacità del territorio di seguire i pazienti fuori dall'ospedale.
Gli Ospedali di Comunità previsti dalla stessa riforma territoriale rispondono in parte proprio a questa esigenza: devono svolgere una funzione intermedia tra domicilio e ospedale per pazienti che necessitano di assistenza a bassa intensità clinica e sorveglianza infermieristica continuativa. Il Pnrr ne prevede almeno 307.
In vista della prossima legge di Bilancio, la Simeu chiede quindi maggiori risorse e attenzione per l'emergenza-urgenza e torna a sollecitare il riconoscimento del lavoro usurante. Per i Pronto soccorso, superata la pressione dell'estate, resterà soprattutto da verificare quanto il rafforzamento dell'assistenza territoriale riuscirà a modificare una domanda che continua a concentrarsi sull'ospedale.




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