|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
Scegli un Argomento
Scegli uno degli Argomenti da approfondire tra quelli più cliccati.
Non hai trovato nulla di tuo interesse? Cerca con la
Search Bar
qui sotto o consulta la pagina con tutti gli Argomenti facendo click su
Mostra Tutti
.
Scegli una Specializzazione
Clicca su una delle Specializzazioni per accedere a contenuti riguardanti esclusivamente la Specializzazione selezionata.
Non hai trovato la tua Specializzazione? Cercala con la
Search Bar
qui sotto o consulta la pagina con tutte le Specializzazioni facendo click su
Mostra Tutte
.
?

Pronto soccorso, SIMEU: “Solo l’11% ha organici adeguati”

L’indagine della società scientifica dell’emergenza-urgenza fotografa un sistema ancora in forte sofferenza: sottorganico diffuso, boarding e ricorso stabile ai gettonisti
Sanità pubblica

Solo l’11% dei Pronto soccorso italiani dichiara di avere organici medici adeguati, mentre quasi nove strutture su dieci lavorano in condizioni di sottorganico e ricorrono a personale aggiuntivo, inclusi gettonisti e contratti libero-professionali. È la fotografia scattata da SIMEU attraverso un’indagine istantanea condotta il 5 maggio su un campione di strutture che rappresentano circa 3 milioni di accessi registrati nel 2025.

Secondo la società scientifica, pur trattandosi di un campione limitato, i dati "restituiscono una fotografia sufficientemente realistica delle condizioni in cui operano attualmente i Pronto soccorso".

pubblicità

Il problema del sottorganico

Il dato più evidente riguarda la carenza di personale medico: secondo l’indagine, l’89% dei Pronto soccorso coinvolti riferisce organici insufficienti e la necessità di integrare il personale attraverso soluzioni straordinarie.

"La scelta dei medici gettonisti nasce come soluzione flessibile e talvolta economicamente vantaggiosa per garantire la copertura dei servizi", ha dichiarato Alessandro Riccardi, presidente SIMEU. Ma, ha aggiunto, "si afferma soprattutto dove mancano alternative stabili nel sistema pubblico". Riccardi sottolinea inoltre che "quando esistono condizioni organizzate e attrattive, il ricorso a queste figure tende a ridursi".

Da qui la posizione netta della società scientifica: "Il fenomeno dei gettonisti non è più accettabile come modello strutturale".

Pazienti in barella per quasi un giorno

L’altro elemento critico evidenziato dall’indagine riguarda il boarding, cioè la permanenza dei pazienti in Pronto soccorso in attesa di ricovero. Il 70% delle strutture segnala quotidianamente pazienti sistemati in barella in attesa di un posto letto, con tempi medi che arrivano a 23 ore.

Solo il 30% dei Pronto soccorso coinvolti dichiara di non registrare il fenomeno. Il boarding viene ormai considerato uno degli indicatori più evidenti della difficoltà di tenuta del sistema ospedaliero, stretto tra carenza di posti letto, aumento della complessità clinica e difficoltà di raccordo con il territorio.

Accessi ancora in crescita

Secondo la rilevazione della SIMEU, continua inoltre a crescere il numero di accessi. Nel campione esaminato gli ingressi risultano aumentati del 3% rispetto al 2024 e di oltre il 6% rispetto al 2023.

Un andamento che conferma come la pressione sui servizi di emergenza-urgenza resti elevata nonostante gli interventi messi in campo negli ultimi anni.

Una criticità non più episodica

I dati diffusi dalla società scientifica arrivano in una fase in cui il dibattito sulla riorganizzazione dell’emergenza-urgenza continua a intrecciarsi con i temi della medicina territoriale, della carenza di personale e della sostenibilità del sistema ospedaliero.

E proprio il boarding, insieme al ricorso stabile a gettonisti e contratti esterni, mostra come molte strutture continuino a lavorare in una condizione che da emergenziale rischia di diventare ordinaria.

Sanità pubblica
Commenti

I Correlati

Pronto soccorso, proroga ai medici gettonisti fino al 30 giugno 2027
Istituzioni
Leggimi

Ultime News

Ti potrebbero interessare
Rapporto CedAP: meno nascite, maternità più tardiva e cesarei oltre la media UE
Sanità pubblica
Rapporto CedAP: meno nascite, maternità più tardiva e cesarei oltre la media UE
Nel 2025 registrati 353 mila parti. Sale a 33,4 anni l'età media delle madri italiane, mentre il ricorso al cesareo resta elevato, soprattutto nelle strutture private.
Caldo, l’allerta non si ferma: Pregliasco avverte «effetti sulla salute fino a Ferragosto»
Sanità pubblica
Caldo, l’allerta non si ferma: Pregliasco avverte «effetti sulla salute fino a Ferragosto»
A rischio soprattutto anziani, bambini e pazienti cronici. L’esperto: «necessario rafforzare le strategie di prevenzione»
West Nile, sei morti e 141 casi in Italia: circolazione confermata in 50 Province
Sanità pubblica
West Nile, sei morti e 141 casi in Italia: circolazione confermata in 50 Province
Il secondo bollettino dell'stituto superiore di sanità fotografa l'espansione dei focolai in 16 Regioni, mentre crescono anche dengue e Chikungunya tra i viaggiatori di ritorno
Record di trapianti in Italia: la cultura del dono cresce e si consolida
Sanità pubblica
Record di trapianti in Italia: la cultura del dono cresce e si consolida
La generosità degli italiani non si ferma, guidata dal primato del Veneto

Siamo oltre 250.000 medici: aggiornati e informati.

Ogni giorno pubblichiamo per te tanti contenuti e li organizziamo perchè tu possa sempre trovare ciò che vuoi.