
L'intervento è stato effettuato dal Centro trapianti di rene del San Matteo, in collaborazione con l'Unità di nefrologia, dialisi e trapianti, ed ancora - spiegano i chirurghi in una nota della Fondazione - si stanno effettuando altri due trapianti di rene con organi prelevati con la stessa procedura 'a cuore fermo', su due riceventi in attesa di trapianto. Il programma di prelievo di organi da donatori a cuore non battente, predisposto dalla Direzione aziendale del San Matteo con il suo Centro di coordinamento donazioni e trapianti, è stato attivato in anticipo rispetto alla data prevista, per poter soddisfare la richiesta dei familiari del donatore che aveva espresso in vita la volontà di donare i propri organi dopo la morte.
Il programma, molto complesso da un punto di vista organizzativo e tecnico, è stato sviluppato in accordo con il Centro nazionale trapianti (Cnt), gli esperti medico-legali del Cnt, il Coordinamento regionale del prelievo della Lombardia e il Nord Italia Transplant. L'obiettivo è quello di fornire nuove speranze ai numerosi pazienti in lista d'attesa: "Un'opportunità in più, e non un'alternativa alle procedure preesistenti", precisano dal San Matteo. "L'applicazione della nuova procedura - spiega Paolo Geraci, responsabile del Centro di coordinamento donazioni e trapianti - è stata attuata nel rispetto delle leggi vigenti nel nostro Paese e grazie alla collaborazione di tutti. Fino a ieri quando si fermava un cuore, in presenza di volontà di assenso da parte del soggetto, venivano generalmente prelevate cornee e tessuti ma nessun organo. Oggi, grazie a un'organizzazione che vede tutte le componenti ospedaliere allertate, si possono recuperare anche alcuni organi che vengono attentamente valutati per deciderne l'idoneità al trapianto".




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