I costi della malattia sono raddoppiati negli ultimi 10 anni: alla fine del secolo scorso, il diabete pesava sulle casse dello Stato per circa 5 miliardi di euro, pari al 6,7 per cento della spesa totale per la sanita', oggi si sfiorano i 10 miliardi, circa il 9 per cento della spesa sanitaria.
Ogni anno il diabete provoca, sempre in Italia, 18.000 decessi, 75.000 infarti cardiaci, 18.000 ictus, 20.000 insufficienze renali croniche, 5.000 amputazioni degli arti inferiori. "Sono dati - ha detto Sandro Gentile, presidente Associazione medici diabetologi - che ormai da anni fanno riflettere sulla necessità di agire prontamente sia sul fronte della prevenzione della malattia, perché il diabete di tipo 2 può essere prevenuto con uno stile di vita alimentare corretto e sconfiggendo la sedentarietà, sia su quello della cura e dell'assistenza, per prevenire le sue conseguenze e complicanze, che i numeri testimoniano essere devastanti". Il diabete sta diventando un'emergenza anche per il medico di famiglia. Secondo i dati della Società italiana di medicina generale (Simg, VI Rapporto Health Search), il 5,3 per cento delle visite eseguite negli ambulatori del medico di famiglia riguarda il diabete, secondo solo all'ipertensione (15,5 per cento).
"Tuttavia - ha spiegato Gerardo Medea, responsabile Area metabolica della Simg -, la classifica si inverte, se consideriamo il numero medio delle visite effettuate ogni anno. La persona con diabete frequenta in media l'ambulatorio del medico di medicina generale 7,57 volte in un anno.
Produce, in assoluto il maggior carico di lavoro per ognuno di noi". Medea ha aggiunto come, tra gli assistiti del medico di medicina generale, le persone con diabete rappresentino già oggi una percentuale piu' elevata rispetto alla media nazionale, con il 6,7 per cento. "Le società scientifiche della diabetologia, Amd e Sid (Societa' italiana diabetologia), hanno stretto una forte alleanza con la società scientifica delle medicina generale, per la condivisione del problema diabete e delle modalità con cui affrontarlo", ha ricordato Carlo Giorda, presidente eletto Amd. "La soluzione è la messa a punto di percorsi di diagnosi, terapia e assistenziali che vedano la sinergia tra gli oltre 650 Servizi specialistici di diabetologia del Servizio sanitario nazionale che fanno capo ad Amd e l'ambulatorio del medico di famiglia, dal quale prima poi tutte le persone con diabete devono transitare", ha proseguito.




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