
Per la prima volta, dunque, con un documento congiunto ampio e dettagliato sulla contraccezione d’emergenza, diretto alla classe medica, le società mediche SIC e SMIC affrontano in modo puntuale l’argomento, anche gli aspetti maggiormente dibattuti, sulla base delle più recenti evidenze scientifiche: come e quando ricorrere alla pillola del giorno dopo, quale il suo meccanismo di azione, le metodiche disponibili e loro efficacia e sicurezza, gli aspetti medico-legali della prescrizione del farmaco, il ricorso alla clausola di coscienza, i comportamenti a cui i medici sono comunque tenuti, il counseling. A seguire in autunno un vasta iniziativa di informazione rivolta alle donne con un depliant informativo sulla contraccezione. “Attraverso questo ‘position paper’ sulla contraccezione di emergenza rivolto ai colleghi medici - dichiara il Presidente della SIC, Prof. Carmine Nappi - le nostre Società si propongono di fare per quanto possibile chiarezza in un campo che presenta numerosi aspetti controversi, sia dal punto di vista scientifico che da quello medico-legale. Pertanto, richiamandoci alle evidenze della letteratura scientifica internazionale più recente e anche a quanto pubblicato in proposito dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, abbiamo, in primo luogo, definito le indicazioni, le opzioni farmacologiche e i meccanismi d’azione accertati della contraccezione d’emergenza per via orale. In secondo luogo, passando brevemente in rassegna i principali riferimenti legislativi, abbiamo redatto una sorta di vademecum su alcuni aspetti medico-legali della questione, capace di aiutare il medico ad affrontare la problematica senza incorrere in possibili contenziosi. Basti pensare, ad esempio, alla importante questione dell’obiezione di coscienza o a quella, spinosissima, della prescrizione alle minori”. Al fine di assicurare la sua più ampia diffusione il documento sarà in primo luogo disponibile on-line sui siti internet delle due Società e inviato ai loro iscritti. Verrà divulgato inoltre attraverso i loro canali informativi, dalla stampa specializzata e presso altre società mediche, nonché distribuito nel corso dei principali congressi scientifici di ostetricia e ginecologia. Le difficoltà per le donne di reperire la ricetta per il contraccettivo d’emergenza sono state confermate anche di recente dal rapporto “Sos Pillola del giorno dopo”dell’Associazione Vita di Donna, dal quale emerge che oltre il 50% delle circa 8.000 persone che si sono rivolte al servizio in 3 anni lo ha fatto dopo essersi visto negare la prescrizione del farmaco. Secondo i dati raccolti, tra i medici che hanno rifiutato la ricetta il 34% lavora al pronto soccorso, il 30% alla guardia medica il 25% nei consultori e l’11% sono medici di famiglia. “Un’ ampia azione di informazione sulla contraccezione di emergenza ci è dunque sembrata doverosa” dichiara il Prof. Emilio Arisi presidente della SMIC e prosegue “I dati forniti dal Rapporto Sos Pillola del giorno dopo devono farci riflettere, non possiamo pensare che le donne debbano rivolgersi ad un’associazione per poter accedere alla contraccezione di emergenza. Si tratta di uno strumento importante per limitare il ricorso all’interruzione di gravidanza, come riconosciuto dalla stessa relazione ministeriale sull’applicazione della legge 194/78. Le cifre sulle interruzioni di gravidanza per il periodo 1998-2008 parlano chiaro. Sebbene si evidenzi una costante diminuzione nel numero di aborti, è proprio nella fascia di età 15-19 che si registra il decremento minore, pari al - 4,2%, contro un - 22% per la fascia 20-29 anni e una media nazionale pari a -12%”. Commentando i risultati del Rapporto Sos Pillola del giorno dopo il prof. Annibale Volpe, direttore della Clinica di ginecologia e ostetricia presso l’Università di Modena e Reggio Emilia, osserva “Da questi dati emerge una disinformazione sulla contraccezione d’emergenza, anche tra la classe medica, dovuta ritengo in parte ad un incompleto aggiornamento sugli ultimi studi”. Quanto alla clausola di coscienza invocata dal medico per negare la ricetta per la cosiddetta pillola del giorno dopo precisa ”E’ importante che le donne sappiano che il medico è tenuto comunque ad informare su dove reperire nel più breve tempo possibile la prescrizione. Questo aspetto è cruciale. La pillola del giorno dopo in commercio in Italia, che va presa entro 72 ore, come pure la cosiddetta pillola dei 5 giorni dopo, non ancora disponibile nel nostro paese, deve essere assunta prima possibile in quanto, per entrambe, l’efficacia è maggiore nelle prime 12-24 ore.




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