Controllare con il pensiero tecnologie e strumenti come computer o lavatrice. Esplorare il cervello in modo non invasivo per vedere se e dove funziona male o se un farmaco stia o meno facendo effetto. O, ancora, curare malattie neurologiche e favorire la neuro-riabilitazione attraverso onde elettromagnetiche, collegare reti neurali a reti informatiche, usare i robot come supporto per recuperare un deficit motorio o cognitivo. Di questi e altri 'interventi' sul cervello umano parleranno neuroscienziati dalle più importanti università europee, statunitensi e nipponiche, che si riuniranno a Roma, da martedì 21 giugno a sabato, presso la Facoltù di Medicina e Chirurgia dell'Università Cattolica, per il XIV Congresso della Società Europea di Neurofisiologia Clinica.
Un incontro organizzato da Paolo Maria Rossini, ordinario di Neurologia presso l'Università Cattolica-Policlinico Gemelli di Roma, e da Vincenzo Di Lazzaro, associato nell'Istituto di Neurologia della Cattolica. Sono previsti oltre 500 contributi scientifici, con tantissime novità sulle tecniche di esplorazione del cervello umano, sui meccanismi neuronali coinvolti nell'apprendimento o nel recupero dopo una lesione, sull'attività cerebrale - soprattutto su come le aree si connettono e disconnettono tra di loro - nella malattia di Alzheimer, ma anche sugli effetti delle emissioni elettromagnetiche prodotte dai telefoni cellulari sul cervello. Sessioni specifiche saranno dedicate alla neurorobotica e all'interfaccia uomo-macchina (dispositivi di collegamento cervello-computer) per comandare "col pensiero" sistemi di comunicazione o dispositivi elettronici. Verranno inoltre discusse interessanti prospettive terapeutiche basate sulla neuromodulazione, sull'utilizzo, cioè, di campi magnetici/elettrici del tutto innocui per stimolare il cervello e modularne il funzionamento, magari limitatamente ad alcune regioni neurali specifiche, al fine di incrementarne il potenziale di recupero in diverse malattie neuropsichiatriche.
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