
"Per i medici di medicina generale - prosegue il numero uno della Fimmg - non si tratta solamente di vedere i propri compensi bloccati come per l'area della dipendenza, ma di vedersi inoltre bloccata la quota di finanziamento soprattutto per il pagamento del personale, con possibili ricadute sui livelli occupazionali dei dipendenti degli studi medici. Questo è intollerabile", sottolinea Milillo. La manovra economica varata ieri dal Governo ''è nei suoi capisaldi un film già visto''. Questo il commento del segretario nazionale dell'Anaao-Assomed (l'associazione dei medici dirigenti) Costantino Troise, che annuncia che si attiverà, insieme alle altre organizzazioni sindacali di categoria, ''per cercare di correggere i passaggi più pericolosi della manovra economica 2011-2014''. ''Il Governo il risanamento dell'economia italiana passa, ancora una volta - rileva - solo per le tasche dei dipendenti pubblici e il taglio dei servizi. A dispetto delle affermazioni del Ministro Brunetta, il congelamento dei contratti e dei livelli retributivi riduce il potere d'acquisto delle retribuzioni dei medici pubblici almeno del 20%, senza contare le ripercussioni previdenziali, mentre un esasperato blocco del turn over peggiora le condizioni del loro lavoro''. Il blocco contrattuale di 5 anni con la previsione dell'indennità di vacanza contrattuale per il periodo 2015-2017, aggiunge, ''recita un requiem per il contratto nazionale di lavoro mentre il tetto ai livelli retributivi segnala che per i pubblici dipendenti il guadagno è reato''. Si tratta di una vera ''bomba ad orologeria - prosegue - Troise - fatta di ulteriori strette sul costo del personale, sugli organici e sugli standard organizzativi, oltre che di ticket e tetti, che minaccia il Servizio sanitario che rischia di essere ridotto dalle manovre e dalla fuga dei medici e sanitari pubblici ad un sistema povero per i poveri''. Nessuna manovra correttiva può essere considerata ''equa - conclude - se salvaguarda rendite e privilegi per penalizzare il lavoro, tantomeno quello dei medici del Ssn chiamati a tutelare la salute dei cittadini''. Intanto per la sanità è previsto un colpo da 10 miliardi in 3 anni: il settore in passato non ha mai avuto tagli di così grossa portata come quelli imposti dalla manovra varata dal Governo. Secondo l'economista Federico Spandonaro, coordinatore del Ceis Sanita' di Tor Vergata, il finanziamento medio per la sanità previsto per i prossimi tre anni dal governo (+1,5%), se confrontato con le previsioni di crescita di Pil nello stesso periodo (+3,3%) sempre dell'Esecutivo, rischia di configurare una recessione della sanità pubblica.




Ogni giorno pubblichiamo per te tanti contenuti e li organizziamo perchè tu possa sempre trovare ciò che vuoi.