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Chirurgia bariatrica, prima istanza anche per i diabetici

Diabetologia

 Per arrivare a una posizione comune, la Idf - che rappresenta 200 societa' diabetologiche di 160 nazioni - ha creato una task force di 20 esperti internazionali, diretti da un ristretto gruppo composto da Paul Zimmet (Melbourne), George Alberti (Londra), Francesco Rubino (New York - Roma) e John Dixon (Melbourne), autori dell'articolo pubblicato su Lancet. I dati riportati sottolineano che la chirurgia bariatrica, che in molti casi puo' provocare la scomparsa della malattia, porta al miglioramento del controllo metabolico nel 72% dei pazienti a due anni dall'intervento e nel 36% a 10 anni. Il controllo glicemico migliora nei mesi successivi all'intervento con tecnica del bendaggio gastrico, e il miglioramento e' ancora piu' rapido dopo il by-pass gastrico con procedura Roux-en-y. ''L'introduzione della chirurgia come legittima opzione nella terapia del diabete tipo 2 - spiega Francesco Rubino, Direttore del Programma di Chirurgia Metabolica del New York Presbyterian Hospital e ricercatore dell' Universita' Cattolica di Roma - cambia il modo di concepire la cura del diabete''.

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E aggiunge: ''quando esercizio fisico, dieta e farmaci non sono sufficienti bisogna valutare accuratamente le caratteristiche del paziente e il suo grado di obesita' per verificare se esiste indicazione all'intervento. In quel caso e' dovere del medico informare il paziente; ma oggi meno dell'1% dei pazienti con indicazione chirurgica ha accesso a questo tipo di terapia''. La combinazione di obesita' e diabete di tipo 2 si profila come un grave problema di sanita' pubblica. Il diabete e' oggi in rapido incremento con quasi 300 milioni di persone colpite in tutto il mondo e con la previsione che 450 milioni di persone soffriranno di diabete entro il 2030.
Diabetologia
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