
Nella meta-analisi gli esperti hanno analizzato la frequenza degli eventi avversi cardiovascolari maggiori (MACE) che si erano verificati nei pazienti che avevano ricevuto almeno una dose di uno dei farmaci o del placebo. Dall’analisi è emerso che dei 3.179 pazienti trattati con gli anti-IL-12/23, 10 avevano presentato un evento avverso MACE, rispetto a nessuno dei 1474 pazienti aveva ricevuto il placebo (differenza di rischio Mantel-Haenszel 0,012 eventi/persone/anno; IC 95% −0,001 – 0,026; P =0,12). Dei 3.858 pazienti che avevano ricevuto gli anti-TNF-alfa, solo 1 ha presentato un evento avverso di tipo MACE, rispetto a 1 dei 1.812 controlli (differenza di rischio Mantel-Haenszel 0,0005 eventi/persone/anno; IC 95% −0,010 – 0,009; P =0,94). Dall’analisi è emerso quindi che non esiste differenza statisticamente significativa in termini di eventi avversi cardiovascolari tra i farmaci anti-IL12/23 e il placebo e tra gli anti-TNF-alfa e il placebo.




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