
Con entrambe le modalità di trattamento, è emerso che i pazienti - oltre a una riduzione della gravità delle lesioni - ottenevano anche un miglioramento della qualità di vita. Il numero di pazienti con sintomi lievi di depressione era inizialmente il 30% nel gruppo in terapia continuativa e il 37% in quello in terapia intermittente: al termine dello studio, le percentuali scendevano rispettivamente al 18% e al 23%. E ancora: i pazienti hanno riscontrato una riduzione del 42-53% dei dolori articolari. Complessivamente, i pazienti che all'inizio dello studio dichiaravano un indice di qualità della vita simile o peggiore rispetto a quello di malati cronici (inclusi cardiopatici, infartuati e diabetici) hanno visto migliorare significativamente la loro condizione.




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