
Da un'indagine Eurisko su 180 diabetici e' emerso infatti che i diabetici di tipo II devono prendere ogni giorno mediamente 6,2 compresse tra quelle per curare il diabete e le altre per malattie associate, come ipercolesterolemia, ipertensione, insufficienza renale, disturbi circolatori. E spesso, come ha evidenziato l'indagine, si finisce per dimenticarne qualcuna. Succede al 38% delle persone in terapia antidiabetica orale, con una media di una volta a settimana. Il 72% lamenta problemi nel prendere i farmaci, principalmente costituiti dall'elevato numero di compresse e dalla difficolta' a deglutirle per la loro grandezza. ''Poter disporre della metformina solubile - spiega Carlo Bruno Giorda, presidente dell'Associazione Medici Diabetologi (Amd) - e' un passo avanti molto importante, perche' rende piu' facile l'assunzione del farmaco, soprattutto nelle persone anziane o reduci da ictus che hanno difficolta' nella deglutizione, migliorando il risultato della cura''. Un cambiamento positivo anche secondo i medici di famiglia, come rileva Gerardo Medea, della Societa' italiana di medicina generale (Simg), ''perche' il piu' delle volte la decisione di un paziente di interrompere o non seguire accuratamente una cura per una malattia cronica, come il diabete, deriva proprio dalla complessita' del trattamento, dal numero totale di compresse giornaliero, dalla presenza di effetti indesiderati e dalla difficolta' di deglutizione''. Il diabete mellito di tipo II e' la seconda patologia per carico di lavoro e assorbimento di risorse sanitarie per i medici di medicina generale, dopo l'ipertensione, ma e' il primo se si considerano le prime 30 ragioni di consultazioni a paziente in un anno, con una media di 7,57 registrate nel 2009.




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