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Psoriasi, il consiglio arriva dal web

Dermatologia

Circa 29 milioni le pagine visitate (di cui 324 mila in italiano). Ben il 49% delle discussioni riguarda la richiesta e l’offerta di consigli su come contrastare la malattia, seguita dalla ricerca generica di informazioni (36%) e dal racconto delle esperienze personali (5%). A scambiarsi informazioni e consigli sono direttamente i pazienti (34%), mentre i pareri forniti dai medici rappresentano solo il 17%, superando di poco le indicazioni dei naturopati (12%). I medici sono inoltre considerati non esaustivi nel dare informazioni e poco inclini all’ascolto. «Il rapporto medico-paziente che emerge dal web - commenta Giampiero Girolomoni, direttore della Clinica dermatologica dell’Università di Verona - appare chiaramente conflittuale a causa della cronicità della malattia e della non costante risposta alla terapia». I pazienti, aggiunge, «ritengono di non essere ascoltati e capiti dai medici. Il dermatologo è spesso visto come un estraneo che fornisce spiegazioni tecniche, ma non comprende il vissuto del paziente, cosa prova, come la sua vita risente della malattia». Gli spazi di discussione sul web sono principalmente occupati da domande esplicite sulle cure, sia prodotti tradizionali (40%) che cure alternative (27%), e sugli stili di vita (15%), mentre è scarsa la richiesta di consigli su medici e centri di cura (6%).

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Un dato, quest’ultimo, che per Davide Strippoli, dirigente medico della Dermatologia dell’Ospedale Manzoni di Lecco, è «inquietante. Molti malati probabilmente non sanno nemmeno che esistono i centri di riferimento». Perché i pazienti affrontano le malattie con il sostegno di internet? La risposta è semplice: il web consente loro di confrontarsi con una molteplicità di esperienze quotidiane vissute da persone accomunate da uno stesso percorso patologico o terapeutico. «Il web ha il vantaggio di essere facilmente consultabile – spiega Giancarlo Valenti, direttore della Dermatologia dell’Azienda ospedaliera Pugliese-Ciaccio di Catanzaro. Tuttavia, spesso le informazioni recuperate sul web possono essere fuorvianti e talvolta false. In Alcuni casi ci si può imbattere in siti “civetta”, in cui i pazienti possono trovare persone pronte ad approfittare della loro situazione di malati e delle loro paure. E’ fondamentale, dunque, rivolgersi ad un medico di fiducia, subito dopo la consultazione del web».
Dermatologia
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