
Contribuzione che, sottolinea l'ente, restera' comunque inferiore a quella che l'Inps applica ai professionisti iscritti alla gestione separata (oggi al 26,72%) Intanto dal 2013, anno in cui dovrebbe entrare in vigore la riforma, si iniziera' con l'aumento, sempre graduale, dell'eta' pensionabile (sei mesi ogni anno fino a raggiungere i 68 anni nel 2018). La riforma, ha ricordato Alberto Oliveti, vicepresidente della cassa, si e' resa necessaria per rispondere alla Finanziaria del 2007 che ha portato da 15 a 30 anni il periodo per il quale l'ente deve garantire la stabilita' finanziaria. Una volta illustrato il percorso a sindacati e rappresentanti degli oridni dei medici, ci sara' ''un dibattito ampio, per poi riportare le valutazioni finali agli istituti preposti: Cda, Consulta e Consiglio nazionale''. Per questo, ha aggiunto Oliveti, ''la nostra intenzione e' quella di non far partire la riforma nel 2012, ma nel 2013, e in tal senso c'e' un accordo di massima con i ministeri vigilanti (Economia e Lavoro) che sono chiamati ad approvare queste misure, che comunque articoleremo nel modo piu' graduale possibile''. Tra le ipotesi allo studio c'e' anche una diminuzione della quota obbligatoria pagata da tutti i camici bianchi, indipendentemente dall'attivita' svolta, con un passaggio al sistema contributivo (la quota A dovuta da tutti i 350mila iscritti, che oggi oscilla tra i 189 e i 1270 euro l'anno e che garantisce, tra le altre cose, una pensione minima di quasi 14mila euro l'anno in caso di invalidita'). Presto ci sara' una ''gara'' rivolta ''ai piu' grossi player internazionali'' per selezionare l'advisor cui delegare la gestione degli investimenti dell'Enpam.




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