
''Partendo da questa scoperta - spiega Borsello - abbiamo messo a punto e somministrato il primo trattamento cronico con una sostanza che blocca la sostanza Jnk su un topo con Alzheimer. L'inibitore si e' dimostrato in grado di prevenire l'azione dell'enzima, ed e' stato in grado di annullare completamente i deficit cognitivi come la perdita di memoria, e le alterazioni elettrofisiologiche caratteristiche della malattia, senza effetti collaterali rilevanti''. Il trattamento messo a punto dal laboratorio, dicono i suoi esperti, ''conferma l'importanza dell'enzima Jnk nello sviluppo dell'Alzheimer e la sua conseguente centralita' nella lotta contro la malattia''. Il trattamento effettato sui topi, aggiunge Borsello, ''ha notevolissime implicazioni cliniche e apre nuove speranze per lo sviluppo di farmaci in grado di curare la malattia di Alzheimer'' nell'uomo. L'Alzheimer e' la forma piu' comune di demenza neurodegenerativa: fra gli ottantenni, uno su tre ne e' affetto e si calcola che nel mondo siano oltre 26 milioni le persone malate.




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