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Vitamina D. Quale correlazione esiste con i sintomi della depressione?

Psichiatria marilena de rienzo | 13/01/2012 13:28

Uno studio su 12.600 soggetti osservati per un periodo di quattro anni ha dimostrato che bassi livelli di vitamina D rappresentano un fattore di rischio per lo sviluppo di depressione. E’ quanto emerso da uno studio pubblicato su Mayo Clinic Proceedings. I ricercatori hanno osservato che livelli elevati di vitamina D erano associati a una significativa riduzione del rischio di depressione valutata mediante la scala  CES-D. Livelli ridotti di vitamina D erano invece associati allo sviluppo di sintomi depressivi, specialmente nei soggetti con precedente esperienza di tale patologia.
 

Il meccanismo patogenetico alla base della relazione tra i livelli ridotti di vitamina e l’insorgenza dei sintomi depressivi o, viceversa, se la depressione porta a una riduzione dei livelli di vitamina D non è ancora noto ma, secondo gli esperti, tale vitamina potrebbe agire sui neurotrasmettitori, marker infiammatori o su altri fattori. Il razionale dello studio trova le sue basi nell’osservazione in letteratura che i livelli di vitamina D sono comunemente ricercati nelle analisi mediche di routine e sono accettati come fattori di rischio per lo sviluppo di alcune patologie, come osteoporosi, malattie autoimmuni, malattie vascolari o cardiache, infezioni, obesità, diabete, alcuni tipi di tumore, Alzheimer e Parkinson, sclerosi multipla e declino cognitivo generale.


Per ora è dunque possibile affermare che lo screening per i livelli di vitamina D nei pazienti con depressione o lo screening per la depressione nei soggetti con livelli ridotti di vitamina D potrebbe essere un utile fattore diagnostico.

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Bibliografia: MinhTu T. Hoang, BS. Association Between Low Serum 25-Hydroxyvitamin D and Depression in a Large Sample of Healthy Adults: The Cooper Center Longitudinal Study, doi: 10.4065/mcp.2011.0208 Mayo Clinic Proceedings November 2011 vol. 86 no. 11 1050-1055

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