In Piemonte il 6% della popolazione è iscritto al registro regionale del diabete ma si stima che i diabetici siano almeno l’8 percento, ben più della media nazionale che si assesta sul 6%. “Si tratta di pazienti troppo spesso gestiti senza un vero coordinamento tra diabetologo e medico di famiglia, che conseguentemente mancano di una integrazione tra diabete e altre patologie presenti – spiega Marzio Uberti, presidente della sezione Piemonte della Società Italiana di Medicina Generale (SIMG) -. Proprio per questo, primi in Italia, ci siamo attivati e entro pochi giorni verrà siglato un protocollo di gestione integrata del paziente diabetico esteso a tutto il territorio regionale, che prevede la collaborazione tra medici di medicina generale e diabetologi.
Saremo un punto di riferimento dal punto di vista nazionale. È importante che le persone con questa patologia tornino a essere seguite dal medico di famiglia, che può essere il vero punto di riferimento in grado di integrare le diverse terapie necessarie per trattare una malattia complessa come il diabete”.
E proprio “Medicina Generale: medicina delle complessità. Modelli integrati di assistenza al paziente tra ospedale e territorio” è il titolo del 2° Congresso Regionale SIMG Piemonte, che si terrà venerdì e sabato a Torino, con la partecipazione di 200 esperti e di Eleonora Artesio, Assessore regionale alla Sanità.
“Nella prima giornata – continua il dott. Uberti - tre sessioni sono dedicate al problema della gestione di situazioni cliniche che richiedono una stretta collaborazione tra le varie figure operanti all’interno del Servizio Sanitario Nazionale: oltre al diabete, si parla di patologie respiratorie e osteoarticolari. Un altro tema particolare che viene affrontato è la farmacovigilanza. Sabato le relazioni si occuperanno di politica della professione: verranno approfonditi gli aspetti antropologici, filosofici e psico-sociologici insiti nel concetto di complessità e come questi aspetti si declinino nel setting della Medicina Generale”.
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