In occasione della Terza Riunione Nazionale GIMEMA, promossa dalla Fondazione GIMMA – Franco Mandelli Onlus è stato intervistato Antonio Cuneo, Professore ordinario di Ematologia all’Università di Ferrara e direttore dell’Unità operativa di Ematologia dell’Arcispedale Sant’Anna di Ferrara. Nel corso dell’intervista, il professore ha approfondito il tema della malattia minima residua nella leucemia linfatica cronica, spiegando come: "La malattia minima residua indica la persistenza di un numero estremamente ridotto di cellule leucemiche nell’organismo dopo il trattamento. Si tratta di una quantità non rilevabile con i comuni esami del sangue, la visita clinica o le indagini radiologiche, ma identificabile solo tramite metodiche di laboratorio altamente sofisticate. La sua valutazione è fondamentale per misurare la profondità della risposta terapeutica ed è un importante indicatore prognostico dell’evoluzione a lungo termine della malattia."