Drenano i liquidi in eccesso, potenziano i muscoli, aumentano la resistenza fisica, tutto in una o piu' compresse. Sono le promesse, non sempre mantenute, degli integratori, disponibili ovunque, dai supermercati, ai negozi specializzati, al gran bazar di Internet. Questa volta sono nuovamente sotto accusa per un allarme rimbalzato da un capo all'altro dell'oceano, dagli Stati Uniti, all'Europa. Innanzitutto i fatti: il Dipartimento della Difesa americano ha rimosso tutti i prodotti contenenti dimetilamilamina (dmaa, equivalente alla metilesanamima, inserita nella lista delle sostanze dopanti della Wada, ndr) dai negozi delle basi militari dopo la morte di due soldati di 22 e 32 anni che hanno avuto un infarto mentre facevano esercizi fisici.
La dimetilamilamina e' un derivato dell'olio di geranio e serve per aumentare le prestazioni fisiche. I prodotti acquistabili nelle basi americane, Jack3d e OxyElite, erano reperibili anche nei negozi specializzati e su Internet, sul sito bodybuilding.com. Il secondo allarme e' arrivato da un gruppo di ricercatori di Milano e di Wageningen, nei Paesi Bassi. In uno studio pubblicato su Food and Nutrition Sciences hanno riscontrato in alcuni integratori vegetali la presenza di alchilbenzene, gia' vietata nell'Unione Europea come aromatizzante per gli alimenti. In una parte di questi prodotti, a base di basilico, finocchio, noce moscata, sassofrasso, cannella, calamo o i loro oli essenziali, la quantita' di alchibenzene era paragonabile a quella che, nelle sperimentazioni cliniche sugli animali, fa aumentare i casi di cancro al fegato.
Presentati da Johnson & Johnson in occasione della Digestive Disease Week di Washington i risultati dei tre studi registrativi sul trattamento di colite ulcerosa e malattia di Crohn
Via libera da Aifa, riduce i sintomi intestinali senza l'uso di steroidi
Lo studio sperimentale di fase III è stata la più ampia sperimentazione sulla fibrosi polmonare idiopatica (IPF) ad oggi mai condotta, in corso presso circa 400 centri e in oltre 30 Paesi
Lo rivela la prima analisi globale sull'argomento pubblicata sulla rivista The Lancet e condotta dal Global Research on Antimicrobial Resistance (Gram) Project
Al Ministero della Salute confronto sulla riforma della distribuzione dei farmaci. Più territorio e prossimità, ma resta centrale l’equilibrio tra accesso e sostenibilità.
Egualia avverte: senza misure sui farmaci off-patent cresce il rischio carenze. Costi in aumento e prezzi rigidi mettono sotto pressione il sistema.
Il parallel trade consente di importare medicinali da Paesi UE dove costano meno. In Italia il fenomeno resta limitato rispetto ad altri mercati europei.
Rapporto PGEU: nel 70% degli Stati Ue la situazione non migliora e nell’11% mancano oltre mille farmaci. In Italia carenze in crescita del 4,8% in un anno.
Commenti