''Il numero dei pediatri in Italia e' sufficiente, siamo il Paese con il maggior numero di pediatri per bambini al mondo, vista anche l'alta denatalita' del nostro Paese. Ma bisogna riorganizzare la rete pediatrica, perche' ci sono pochi pediatri di libera scelta e troppe pediatrie ospedaliere piccole, che non servono''. A dirlo e' Alberto Ugazio, presidente della Societa' italiana di pediatria, all'apertura del 6° meeting internazionale sulle allergie pediatriche a Milano.
''Serve una riorganizzazione della rete pediatrica - sottolinea - sulla base delle nuove esigenze di salute della nostra societa'. Le principali cause di mortalita' infantile non sono piu' infatti le malattie infettive, ma gli incidenti stradali e le malattie croniche, in particolare i tumori''. Il sistema sanitario e' pero' carente nell'offrire un'assistenza adeguata a questo tipo di bisogni. ''Il nostro Paese - continua - e' indietro per le terapie intensive pediatriche, che sono pochissime e quasi tutte concentrate al Nord e al Centro. E anche per i bambini vittime di incidenti stradali, le riabilitazioni pediatriche esistono solo a Milano e Roma.
Sin: l’alcol è una sostanza tossica e teratogena in grado di passare sempre la barriera placentare, indipendentemente dall’unità alcolica assunta o dalla frequenza di consumo o dall’epoca gestazionale e raggiunge il feto
Di Mauro: "ogni bimbo è unico e speciale, genitori siano flessibili"
Staiano: "Importante che la comunità e le famiglie siano consapevoli delle sfide che il cambiamento climatico comporta"
Con l'arrivo della stagione estiva e con l'inizio delle tanto sospirate vacanze, la Società Italiana di Pediatria Preventiva e Sociale (Sipps) fornisce una serie di raccomandazioni
Ipotesi di estendere la presa in carico pediatrica fino alla maggiore età per alleggerire i medici di famiglia. Costo stimato oltre 500 milioni l’anno. I pediatri: proposta condivisa, ma non può restare isolata
Un algoritmo sviluppato negli Stati Uniti analizza le cartelle cliniche pediatriche e riconosce segnali precoci del disturbo con anni di anticipo
Le ostetriche: “Preparare le famiglie alla gestione del pianto è decisivo”
Commenti