Il colosso farmaceutico Pfizer ha scelto di patteggiare per porre fine a quasi tutte le cause giudiziarie in corso sugli antinfiammatori non steroidei Bextra* e Celebrex*, sospettati di aumentare i rischi di infarto. Il primo era stato ritirato dal mercato nel 2005, mentre il secondo è l'unico prodotto di questa classe rimasto ancora sul mercato statunitense, e attualmente commercializzato in 111 Paesi. La stessa FDA ha ritenuto che i benefici del farmaco, se prescritto correttamente, sono superiori ai rischi.
Il gruppo americano ha dunque 'archiviato' oltre il 90% delle cause, precisando che riguardo al Celebrex* ha preferito chiudere costosi procedimenti giudiziari con un accordo per risarcire i pazienti e rimborsare le spese legali. "Siamo convinti che lasciarci tutto dietro le spalle - ha dichiarato, in una nota, il direttore medico di Pfizer, Joseph Feczko - permetterà ai medici di considerare il Celebrex* solo sulla base dei dati clinici e della capacità di rispondere ai bisogni dei pazienti".
FDA crea sito web su sicurezza per pazienti e medici I pazienti e i medici americani in cerca di informazioni sulla sicurezza dei farmaci su prescrizione hanno un nuovo sito web a cui rivolgersi.
Presentati da Johnson & Johnson in occasione della Digestive Disease Week di Washington i risultati dei tre studi registrativi sul trattamento di colite ulcerosa e malattia di Crohn
Via libera da Aifa, riduce i sintomi intestinali senza l'uso di steroidi
Lo studio sperimentale di fase III è stata la più ampia sperimentazione sulla fibrosi polmonare idiopatica (IPF) ad oggi mai condotta, in corso presso circa 400 centri e in oltre 30 Paesi
Lo rivela la prima analisi globale sull'argomento pubblicata sulla rivista The Lancet e condotta dal Global Research on Antimicrobial Resistance (Gram) Project
Il decreto approvato dal Senato interviene sugli acquisti dei farmaci senza concorrenza e accelera sulla telemedicina. Ma tra accesso e gestione della terapia resta uno scarto
Via libera nel Lazio agli inibitori Pcsk9 in farmacia. La scelta va nella direzione indicata dal sottosegretario Gemmato, ma riapre il tema dell’equità tra territori
Commenti