Un farmaco molecolare, il Pazopanib, e' in grado di ostacolare la formazione dei vasi sanguigni che alimentano il tumore della vescica, bloccandone la crescita e in alcuni casi anche riducendone la massa. A questi risultati e' arrivato uno studio clinico di fase II (che dovra' essere quindi confermato da un successivo studio piu' esteso), presentato a Chicago dai ricercatori dell'Istituto dei Tumori di Milano (INT) al congresso dell'American Association for Cancer Research. I ricercatori, inoltre, hanno dimostrato che una proteina prodotta dal sistema immunitario, l' interleuchina 8, e' in grado di 'predire' lo sviluppo del tumore e l'efficacia del farmaco: i pazienti con un basso livello di questa molecola, hanno mostrato infatti una maggiore sopravvivenza al tumore e su di loro il farmaco si e' dimostrato piu' efficace.
''Tradizionalmente - spiega Andrea Necchi, responsabile dello studio - la prognosi dei pazienti con tumore della vescica colpiti da ricadute o refrattari alla terapia e' negativa: i pazienti su cui cicli multipli di chemioterapia non hanno avuto successo hanno, purtroppo, una ridotta aspettativa di vita e le cure palliative sono spesso il compromesso piu' ragionevole''. Il Pazopanib non e' un farmaco nuovo, ma la sua azione positiva era stata finora dimostrata per il tumore del rene. Lo studio mirava proprio a verificare la possibile estensione del suo uso, come primo farmaco molecolare per il tumore della vescica.
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