
''Tradizionalmente - spiega Andrea Necchi, responsabile dello studio - la prognosi dei pazienti con tumore della vescica colpiti da ricadute o refrattari alla terapia e' negativa: i pazienti su cui cicli multipli di chemioterapia non hanno avuto successo hanno, purtroppo, una ridotta aspettativa di vita e le cure palliative sono spesso il compromesso piu' ragionevole''. Il Pazopanib non e' un farmaco nuovo, ma la sua azione positiva era stata finora dimostrata per il tumore del rene. Lo studio mirava proprio a verificare la possibile estensione del suo uso, come primo farmaco molecolare per il tumore della vescica. ''I dati ottenuti - continua Necchi - confermano la nostra ipotesi e riteniamo che i trattamenti anti-angiogenetici siano uno strumento importante tale da consentirci di ottenere risultati di rilievo in pazienti selezionati. Ma e' importante sottolineare - precisa l'oncologo - che si tratta ancora di una sperimentazione e non di una cura vera e propria per cui saranno necessari ulteriori studi con un maggior numero di pazienti''.

Uno studio TEHA per Assosalute stima benefici economici e organizzativi per quasi 3 miliardi di euro l’anno. Al centro, l’appropriatezza delle risposte ai disturbi lievi e il ruolo dei professionisti sanitari.

Egualia chiede di distinguere il payback tra farmaci protetti da esclusiva e fuori brevetto e di anticipare al 2027 l'aumento del tetto per gli acquisti diretti.

La determina AIFA quantifica il ripiano dello sfondamento della spesa per acquisti diretti. Pagamenti alle Regioni entro 30 giorni dalla comunicazione.

Il CdA dell’Agenzia approva l’accesso al SSN per un farmaco orfano innovativo destinato all’epidermolisi bollosa, un antitumorale, cinque estensioni di indicazione e due medicinali equivalenti.
Ogni giorno pubblichiamo per te tanti contenuti e li organizziamo perchè tu possa sempre trovare ciò che vuoi.