In Italia esiste una situazione di 'federalismo' vaccinale, con profonde diseguaglianze tra le varie Regioni. La denuncia arriva dal Tribunale per i diritti del malato-Cittadinanzattiva, che ha elaborato un'indagine sulla prevenzione vaccinale in 5 regioni (Basilicata, Emilia Romagna, Lazio, Sardegna, Trentino) con un focus sulla vaccinazione contro il papillomavirus Hpv per le ragazze. Varie le aree di criticita' riscontrate, in particolare nell'organizzazione e nella comunicazione ai cittadini.
D'altro canto, afferma il Tdm, il Piano Nazionale Vaccini ''è fermo al 2005-2007 e questo ha accresciuto le differenze sul territorio nazionale e impedito il pari accesso alle prestazioni in tutte le Regioni''. Dunque, e' il richiamo dell'associazione, ''le differenze nelle modalità organizzative, nei calendari vaccinali e negli oneri per i cittadini sono tali da richiedere un rafforzamento della politica nazionale sui vaccini''. Ad oggi, ricorda l'indagine, ''esiste solo il testo del Piano Nazionale Vaccini 2012-2014 varato dalla Conferenza Stato-Regioni, che fa un forte richiamo sia all'inclusione della prevenzione vaccinale nei Livelli Essenziali di Assistenza, sia al superamento delle differenze territoriali''.
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