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Ssn, risparmi dal 2013. Crolla il mercato del generico: per Foresti è colpa della non sostituibilità. Sondaggio O.N.da: sì all’equivalente ma solo se lo dice il medico

Ssn, risparmi dal 2013. Crolla il mercato del generico: per Foresti è colpa della non sostituibilità. Sondaggio O.N.da: sì all’equivalente ma solo se lo dice il medico
Sanità pubblica

 Le risorse, ha assicurato piu' volte il ministro, non arriveranno pero' da tagli lineari ma da una ''ristrutturazione e riqualificazione della spesa'': dovrebbe essere salvo quindi il 'fondino' per gli obiettivi di piano che ammonta giusto a 1,5 miliardi, che le Regioni temevano di vedere falciato dopo l'ennesimo rinvio del via libera al riparto del Fondo sanitario 2012. ''Il fondino non e' un lusso'', ma serve al sistema ''a funzionare meglio e non si tocca'' ha ribadito ancora oggi Balduzzi. Sara' da vedere se alla prossima Conferenza Stato-Regioni (tra due settimane) il nodo sara' sciolto. Intanto per dare una mano alle autonomie locali a fare economia in campo c'e' gia' l'autorita' di controllo sui contratti pubblici che, insieme all'Agenas, sta portando a termine una rilevazione dei prezzi di acquisto per un ampio paniere di beni (dalle siringhe al pasto alla mensa degli ospedali): entro luglio l'autorita' mettera' online i prezzi di riferimento cui dovranno attenersi Regioni e singole Asl, in attesa che arrivino i veri e proprio costi standard. Ma questa attivita', fanno notare i tecnici, portera' i suoi frutti solo nel biennio 2013-2014, per il quale peraltro era stata pensata, visto che la ricognizione e' prevista dalla manovra del luglio scorso che prevede minori risorse in sanita' proprio dal prossimo biennio. Anche perche', si spiega, ''da un punto di vista legale e' difficilmente sostenibile'' l'ipotesi di intervenire a gare in corso o addirittura ad appalti gia' assegnati. Ma anche se si volesse iniziare a intervenire almeno sui nuovi bandi della seconda meta' del 2012, e' ''difficile - come spiega il presidente della Federazione delle aziende sanitarie e ospedaliere, Giovanni Monchiero - calcolare l'impatto che si potrebbe avere da qui alla fine dell'anno''. Se e' vero che la sanita' dovra' fare la sua parte al momento, insomma, tutte quelle in campo restano solo ipotesi, compresa quella della riforma della compartecipazione della spesa, cioe' dei ticket, dai quali un cittadino su due e' esente, che verrebbero sostituiti da una franchigia che pagherebbero tutti in base al reddito. Ma anche questa possibilita' ha tempi lunghi di attuazione e un calcolo incerto sui risultati immediati in termini di incassi.

I farmaci

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Il risparmio a tutti i costi colpirà tutti i settori del pubblico. E anche la sanità non sarà esclusa, settore in cui le spese sono ormai fuori controllo. Basti pensare che nonostante  gli scostamenti sui prezzi dei farmaci ospedalieri siano più contenuti, in parte perché molti hanno prezzi imposti dall'Aifa, per  la Epoetina alfa, usata per combattere gli effetti collaterali della chemioterapia, si registra un'oscillazione del 365% nel prezzo di acquisto tra un ospedale e l’altro.Sono alcune delle rilevazioni che sta effettuando l'Autorità di vigilanza sui contratti pubblici per arrivare entro luglio a indicare i prezzi di riferimento per un ampio 'paniere' di beni e servizi acquistati in sanità, che comprenderanno, appunto, anche farmaci e servizi come le mense.

La crisi del generico

La scure del risparmio nella sanità si abbatterà, dunque,  anche sui farmaci, con l’uso dei generici che andrà incentivato.  Come abbiamo pubblicato su Panorama di ieri, il ministro Balduzzi ha detto chiaramente che il generico sarà fortemente caldeggiato e i medici dovranno adeguarsi alla norma. Ma dal tono dei commenti dei nostri iscritti a Dottnet l’indicazione ministeriale non pare essere gradita.  Sulla questione risparmio spiega Giorgio Foresti, presidente di Assogenerici, che   “I medici hanno totalmente travisato lo scopo della legge, che era quello di incentivare l’uso del generico permettendo però al medico di suggerire il generico per evitare che i pazienti assumessero ogni volta un farmaco diversificato, pur con lo stesso principio attivo”. Una buona legge, secondo Foresti (al comma 9 dell'art. 11 si legge che il farmacista deve sempre sostituire la specialità con l'equivalente a prezzo più basso a meno che non sia espressamente indicata la "non sostituibilità" sulla ricetta) che tuttavia “è uscita dalle commissioni parlamentari indebolita, portando i medici ad approfittare della poca chiarezza e ad optare sempre più spesso per la ‘non sostituibilità’. Una situazione che, di fatto, lega le mani anche al farmacista e che ha finito per determinare il risultato inverso a quello per cui la legge era nata, disincentivando, anziché incentivando, la diffusione dei farmaci generici in Italia”. “Questo – precisa il presidente di Assogenerici -, infatti, si traduce anche in un aggravio di costi per il cittadino, costretto all’acquisto di farmaci più costosi e al pagamento della differenza tra il prezzo rimborsato dal Ssn e quello il farmaco di marca scelto dal medico”. Il risultato finale, secondo Foresti, è che “stanno aumentando giorno dopo giorno le ricette mediche con la scritta ‘non sostituibile’ e così la norma che avrebbe dovuto incentivare i farmaci equivalenti e portare risparmi al cittadino nei fatti sta producendo il risultato diametralmente opposto”. Insomma, secondo l’associazione dei produttori di farmaci generici, il mercato sta crollando: prima del decreto liberalizzazioni, precisa Foresti,  l’incremento mensile delle vendite delle confezioni era in media tra il 15 e il 20%, ma dall’entrata in vigore del decreto liberalizzazioni tale crescita ha avuto una frenata del 5% in media, con punte  del 13% in meno tra il mese di marzo e il mese di aprile.

Il mondo femminile e l’equivalente

Sulla questione dei generici anche l'Osservatorio Nazionale sulla salute della Donna (O.N.Da), dà una sua interpretazione. Il farmaco equivalente, o generico, secondo l’Associazione potrebbe vivere una stagione fortunata complice la crisi economica che colpisce l'Italia. Invece resta al palo anche per le malattie complesse 'al femminile' (osteoporosi, diabete, depressione, problematiche cardiovascolari) dove l'uso del generico garantirebbe un importante risparmio. Secondo Onda, per 1 donna su 5 la spesa, anche se limitata al solo ticket che spesso va moltiplicato per più farmaci, può rappresentare un serio ostacolo alla prosecuzione del trattamento. Un problema particolarmente avvertito dalle donne in trattamento cronico per osteoporosi e depressione, dove si registra il più alto tasso di interruzioni nelle terapia a causa di una spesa mensile di circa 25-35 euro per farmaci quasi tutti totalmente a carico personale. Sono ancora i costi a indurre 1 donna su 4 a decidere in autonomia di ridurre il dosaggio o addirittura di sospendere la cura, con alti rischi sulla salute. Rischi e costi che potrebbero essere contenuti se i farmaci generici fossero maggiormente conosciuti. L'indagine, condotta su oltre mille donne in terapia cronica, con età media 58 anni ed equamente distribuite sul territorio, mostra che sui generici si sentono poco informate: solo metà li utilizza anche se quasi tutte ne hanno sentito più o meno parlare, ma il 70% fra le donne che seguono ancora le terapia con i farmaci di marca, sarebbe favorevole al cambiamento solo se consigliato dal medico (58%) .

Sanità pubblica
Commenti
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Sono un medico di famiglia e tutte le proteste di "assogenerici"mi sembrano un po' demagogiche:a cosa credere alla ricerca ,riferita del risparmio a favore dei poveri pazienti,o all'arricchimento delle povere aziende di generici? La confusione creata dai farmacisti nella mente dei pazienti più deboli,anziani o meno critici,con il cambio continuo di marche generiche (cambio di colori delle confezioni e formato delle compresse ) è cosa sicuramente lodevole.Cosa ne pensano i colleghi . G Bivacqua
Rispondi
13/06/2012 19:35
VF
Vincenzo De Francesco
Finalmente è crollato il mercato del generico. Non sono meravigliato. La loro scarsa efficacia e la loro non comparabile qualità al farmaco di marca sono i fattori che ne spigano il crollo. Non si può economizzare su tutto!!
Rispondi
30/05/2012 12:03
?
Il Dott. Foresti potrebbe far sapere ai MMG quanto del loro fatturato viene investito in ricerca e sviluppo in Italia. Copiare è facile, scoprire nuovi prodotti invece richiede anni di impegno e sacrifici!. se fra 10 anni avremo tutti generici che fine farà la ricerca?
Rispondi
30/05/2012 09:02
AV
Antonio Domenico De Vuono
COLLEGHI MEDITATE : «Come è noto, i principi fondamentali che regolano, nella vigente legislazione, l’esercizio della professione medica, richiamano, da un lato, il diritto fondamentale dell’ammalato di essere curato ed anche rispettato come persona, dall’altro, i principi dell’autonomia e della responsabilità del medico, che di quel diritto si pone quale garante, nelle sue scelte professionali…Nel praticare la professione medica, dunque, il medico deve, con scienza e coscienza, perseguire un unico fine: la cura del malato utilizzando i presidi diagnostici e terapeutici di cui al tempo dispone la scienza medica, senza farsi condizionare da esigenze di diversa natura, da disposizioni, considerazioni, valutazioni, direttive che non siano pertinenti rispetto ai compiti affidatigli dalla legge ed alle conseguenti relative responsabilità…  A nessuno è consentito di anteporre la logica economica alla logica della tutela della salute, né di diramare direttive che, nel rispetto della prima, pongano in secondo piano le esigenze dell’ammalato. .. il medico, che risponde anche ad un preciso codice deontologico, che ha in maniera più diretta e personale il dovere di anteporre la salute del malato a qualsiasi altra diversa esigenza e che si pone, rispetto a questo, in una chiara posizione di garanzia, non è tenuto al rispetto di quelle direttive, laddove esse siano in contrasto con le esigenze di cura del paziente, e non può andare esente da colpa ove se ne lasci condizionare, rinunciando al proprio compito e degradando la propria professionalità e la propria missione a livello ragionieristico.
Rispondi
30/05/2012 07:45
AV
Antonio Domenico De Vuono
COLLEGHI MEDITATE : «Come è noto, i principi fondamentali che regolano, nella vigente legislazione, l’esercizio della professione medica, richiamano, da un lato, il diritto fondamentale dell’ammalato di essere curato ed anche rispettato come persona, dall’altro, i principi dell’autonomia e della responsabilità del medico, che di quel diritto si pone quale garante, nelle sue scelte professionali…Nel praticare la professione medica, dunque, il medico deve, con scienza e coscienza, perseguire un unico fine: la cura del malato utilizzando i presidi diagnostici e terapeutici di cui al tempo dispone la scienza medica, senza farsi condizionare da esigenze di diversa natura, da disposizioni, considerazioni, valutazioni, direttive che non siano pertinenti rispetto ai compiti affidatigli dalla legge ed alle conseguenti relative responsabilità…  A nessuno è consentito di anteporre la logica economica alla logica della tutela della salute, né di diramare direttive che, nel rispetto della prima, pongano in secondo piano le esigenze dell’ammalato. .. il medico, che risponde anche ad un preciso codice deontologico, che ha in maniera più diretta e personale il dovere di anteporre la salute del malato a qualsiasi altra diversa esigenza e che si pone, rispetto a questo, in una chiara posizione di garanzia, non è tenuto al rispetto di quelle direttive, laddove esse siano in contrasto con le esigenze di cura del paziente, e non può andare esente da colpa ove se ne lasci condizionare, rinunciando al proprio compito e degradando la propria professionalità e la propria missione a livello ragionieristico.
30/05/2012 07:38

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